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lunedì 26 Febbraio 2024
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Mnlf: “Governo, da una parte i tagli, dall’altra i mancati risparmi delle liberalizzazioni”

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Roma, 20 ottobre – Nuovo affondo del Movimento nazionale dei liberi farmacisti contro il governo e le sue decisioni in materia di sanità e, in particolare, farmaci e farmacie. Oggetto dell’attacco, questa volta, è il cosiddetto patent linkage, ovvero l’insieme di norme  che vincolano l’approvazione di un farmaco generico allo status del farmaco “originale” e che – nella loro attuale formulazione, come peraltro più volte lamentato dagli stessi produttori di farmaci equivalenti –  ritardano l’accesso sul mercato di questi prodotti, di costo sensibilmente inferiore rispetto alle specialità cui corrispondono.
In una nota alla stampa diramata ieri, il Mnlf assimila in buona sostanza il patent linkage a una misura “protezionistica” degli interessi dell’industria e ricorda che la stessa Ue lo ha definito “un abuso enorme nell’ambito della normativa dell’Unione europea per i prodotti farmaceutici”, che “prevede esplicitamente l’elaborazione, la domanda e la registrazione dei medicinali generici durante il periodo di validità del brevetto. (art. 10.6 della Direttiva 2001/83/EC)” “Con il meccanismo del patent lnkage” scrivono i liberi farmacisti “in Italia si ritarda l’accesso del farmaco generico anche dopo la scadenza del brevetto e si fa perdere al Ssn risparmi per centinaia di milioni di euro. Se a questo aggiungiamo che lo sfondamento del tetto di spesa viene applicato anche a chi genera risparmi ci sono diverse domande da porre al ministro Lorenzin rispetto ai prossimi tagli in sanità.”
L’accusa al Governo, piuttosto esplicita, è quella di fare riferimento alla Ue e ai suoi vincoli in materia di politica economica solo ed esclusivamente “secondo le convenienze degli interessi in gioco.”
Analogo rilievo viene avanzato a proposito della mancata liberalizzazione dei farmaci di fascia C, anch’essa oggetto di una valutazione negativa della Ue al momento del  varo del ddl Concorrenza da parte del Governo:  “Nel documento sugli squilibri economici relativo all’Italia, giustamente richiamato dai tecnici del Senato  (cfr. articolo precedente, NdR)” si legge nella nota Mnlf “l’Ue scrive: “Tuttavia non sopprime il regime di quote, non apre il mercato dei farmaci con ricetta obbligatoria ma non rimborsati dal sistema sanitario e non pone rimedio alle strozzature alla diffusione di farmaci generici indicate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.”
“A questo punto è legittimo domandarsi perché il Governo e il partito di maggioranza mentre annunciano tagli alla Sanità, rinuncino a modifiche legislative in grado di produrre risparmi per il Ssn e per i cittadini” osservano i liberi farmacisti. “Il problema non è quello di salvare le parafarmacie che sono abituate a combattere in un mercato sostanzialmente ostile, il problema è come incrementare un sistema di concorrenza che ha dimostrato, malgrado pseudo analisi strumentali dell’Aifa, di essere in grado di generare risparmi per i cittadini, creare occupazione ed investimenti.”
“La tenuta delle farmacie e il loro ruolo nel Ssn non c’entra nulla, nessuno lo ha messo in discussione” conclude la nota Mnlf  “e a fronte di una perdita in termini di fatturato minima, queste argomentazioni a difesa dell’esistente appaiono solo finalizzate a proteggere, come nel mantenimento del patent linkage, lobby e corporazioni.”

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