Ccnl dipendenti farmacie, Filcams compatta il fronte e si avvia verso la mobilitazione

Ccnl dipendenti farmacie, Filcams compatta il fronte e si avvia verso la mobilitazione

Roma, 20 novembre – Si vanno precisando le strategie sindacali per far uscire dalla morta gora in cui è precipitato il confronto sul rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia privata, scaduto ormai da tre anni.

A muoversi è, in primo luogo, Filcams Cgil, che martedì scorso ha affrontato la questione, con l’obiettivo di definire una linea per “muovere le acque” e costringere Federfarma – dalla quale, finora, sarebbe arrivata una sostanziale indisponibilità ad avviare trattative, stanti la crisi economica del settore e le incertezze legislative che ancora gravano su di esso – a sedere al tavolo di trattative che, di fatto, finora non sono mai partite nonostante le numerose sollecitazioni.

L’indirizzo di Filcams è chiaro: in primo luogo, prevedere fin da subito lo stato di mobilitazione della categoria, ove perdurasse l’indisponibilità al confronto della controparte. Ma, al contempo, cercare anche di serrare le file e creare coesione nel mondo dei farmacisti dipendenti. E farlo non solo cercando di costituire un fronte compatto e di definire una piattaforma comune e pienamente condivisa con le altre sigle confederali, UilTucs e Fisascat Cisl, ma anche coinvolgendo tutte quelle associazioni di farmacisti (come ad esempio Conasfa, che proprio nei giorni scorsi ha preso posizione sul rinnovo del Ccnl) convinte anch’esse della necessità di un non più rinviabile rinnovo contrattuale, alla luce delle molte novità intervenute nell’attività professionale del farmacista in farmacia anche dal punto di vista dell’impegno professionale e delle responsabilità.

Pur comprendendo le difficoltà dello scenario, con molti fondamentali dossier ancora aperti (su tutti, il ddl Concorrenza, con l’arrivo del capitale nella proprietà delle farmacie, la mancata riforma della remunerazione del servizio farmaceutico e il rinnovo di una convenzione ormai “giurassica” che ancora non fa mezzo passo concreto in avanti), per Filcams Cgil è insomma arrivata l’ora di far entrare nel vivo il confronto sul Ccnl e arrivare il prima possibile al suo rinnovo.

Un traguardo possibile, secondo il sindacato, se si comincerà a guardare al rinnovo del contratto per quello che è: un investimento e non un costo. La convinzione della sigla Cgil, infatti, è che sedendo allo stesso tavolo, farmacie e sindacati possano anche trovare convergenze utili ad aumentare la “potenza di fuoco” nei confronti delle istituzioni per risolvere questioni ormai annose come convenzione e remunerazione, a vantaggio di tutti e, in primo luogo, del sistema.

Intanto, parte il primo warning indirizzata principalmente a Federfarma: o arrivano segnali immediati e concreti della precisa volontà di affrontare il rinnovo del Ccnl, o le sigle confederali – e con loro, forse, altre realtà associative – decideranno subito modi e forme della mobilitazione sindacale.

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