Devito (Mnlf): “Abusivismo professionale, la categoria rifletta sugli errori commessi”

Devito (Mnlf): “Abusivismo professionale, la categoria rifletta sugli errori commessi”

Roma, 22 febbraio – Sorprende che di certi argomenti gravi e importanti – come l’abusivisno professionale, ma anche la consegna di farmaci senza la dovuta ricetta medica, o il comparaggio che passa attraverso “l’affittopoli” degli studi medici – la categoria dei farmacisti finisca per occuparsene soltanto quando costretta da stimoli “robusti” che arrivano dall’esterno (come ad esempio i servizi di denuncia di  Striscia la notizia). In questo modo, ci si auto-condanna a giocare perennemente in difesa, a rincorrere sempre senza  mai prevenire.

Questo il senso dell’invito alla riflessione che il presidente del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, Vincenzo Devito (nella foto), ha ritenuto di rivolgere al mondo della farmacia attraverso una nota indirizzata alla stampa di categoria e diffusa nella mattinata di oggi.

“Bene ha fatto la Federazione degli Ordini a richiamare le sedi provinciali a un più attivo controllo” scrive Devito commentando il caso di abusivismo professionale recentemente documentato da Striscia la notizia in due farmacie comunali lombarde, a Garbagnate “ma quante tra queste manderanno in giro guardie giurate a controllare capillarmente ogni singola farmacia, e ancora, quanti di questi saranno segnalati alle Autorità giudiziarie, perché di reato si tratta, e quanti direttori e titolari saranno puniti perché correi? Pochi, a nostro avviso.”

“Quello che stupisce è una certa spregiudicatezza da parte di alcuni che non esitano ad ogni pie’ sospinto per mostrare tutti i propri limiti” aggiunge ancora Devito, riferendosi in particolare al sindacato dei titolari di farmacia, “che nell’immediatezza del servizio televisivo si è avventurato a richiamare Assofarm a una maggiore attenzione. Come se nelle farmacie private di comportamenti come quello di Garbagnate non avvenissero mai. Come se nelle farmacie private non ci fossero “praticoni” non laureati che ogni giorno danno consigli terapeutici come e più di un farmacista. A volte rimanere in silenzio conviene.”

Per Devito, la questione non può però essere affrontata solo sul versante, pur necessario, della repressione: “L’aumento di pene per chi compie il reato di abuso di professione è cosa giusta, ma per stroncare alla radice tale fenomeno che isolato non è, diventa necessario andare oltre ed attribuire le giuste responsabilità a chi deve controllare perché ciò non avvenga, ovvero ai direttori o titolari delle farmacie” scrive il presidente Mnlf. “Solo se direttamente investite della responsabilità giuridica si potrà porre la parola fine ad un comportamento che crea disoccupazione e concorrenza sleale. Si sospendano o chiudano quegli esercizi che in maniera reiterata compiono tali abusi e vedrete che Striscia la notizia non dovrà più occuparsi del problema.”

Analoga soluzione, scrive Devito, va adottata per la consegna di farmaci senza la dovuta ricetta medica, “che con un altro atto spregiudicato”  si prova sempre a derubricare come casi urgenti, anche se quasi sempre – soprattutto nel caso di “benziodiazepine, psicofarmaci e antibiotici del fai da te” – urgenti non sono.

Devito si rivolge, alla quale afferma di non voler dare “consigli interessati”, ma semmai proporre di  “redigere insieme un codice etico sui comportamenti delle aziende, un codice che però affronti compiutamente i molteplici aspetti delle farmacie comunali, a cominciare dai concorsi per l’assunzione del personale laureato, troppo diversificati da comune a comune e sempre troppo aperti a un altro fenomeno di cui dovremmo occuparci, quello della “cooptazione” occulta, ove prove di esame a risposta aperta e bandi fantasiosi la fanno da padrone per scelte già prese.”

“Siamo pronti su questi come su altri argomenti” conclude Devito “a discutere a viso aperto, se esiste la volontà di farlo seriamente.”

Print Friendly, PDF & Email
Condividi