Scandalo Novartis in Grecia, i whistleblower: “Corrotti decine di migliaia di medici”

Scandalo Novartis in Grecia, i whistleblower: “Corrotti decine di migliaia di medici”

Roma, 23 ottobre – Sembra essere arrivato il tempo delle ammissioni: le pratiche corruttive che  Novartis avrebbe posto in atto in Grecia negli anni scorsi, pagando migliaia di medici in cambio della prescrizione dei propri prodotti anche a pazienti sani, sottoposti così a cure del tutto inutili sarebbero state confermate, secondo quanto rivelato dalla trasmissione Falò andata in onda la scorsa settimana sulla televisione svizzera Rsi, dai tre whistleblower (tre ex dirigenti della stessa azienda) che hanno rivelato lo scandalo.

I tre sarebbero al momento negli USA per rispondere alle domande delle autorità statunitensi su uno scandalo che – secondo le anticipazioni giornalistiche – coinvolgerebbe conquistare anche ministri e alti funzionari dello Stato, debitamente “unti” per  far approvare nuovi farmaci Novartis a prezzi sostenuti, contribuendo alla rapida scalata del mercato greco della multinazionale svizzera, capace di arrivare in pochissimi anni dal quinto al primo posto in classifica.

La vicenda, nata da un’indagine avviata negli Stati Uniti nel 2016 dall’Fbi, l’agenzia federale di investigazione statunitense, che raccolse e decise di approfondire le segnalazioni (o soffiate che dir si voglia) di  informatori della sede greca di Novartis, è giunta alle sue battute conclusive nell’estate appena passata e ora se ne attendono gli esiti, che potrebbero essere tanto eclatanti quanto devastanti per la multinazionale del farmaco, che – in prima battuta – dovrà decidere se affrontare un processo o puntare a un accordo.

Alla quale gli autori di Falò, nel corso della realizzazione del loro servizio, hanno chiesto di partecipare per chiarire la propria posizione in merito alla vicenda.   “Avremmo voluto realizzare un’intervista da inserire nel servizio” hanno spiegato i responsabili del programma. La casa farmaceutica ha però preferito declinare l’invito, rispondendo con questo comunicato : “Come abbiamo già evidenziato alla Rsi alcuni mesi or sono, questo caso è stato altamente politicizzato e il dibattito intorno ad esso è stato litigioso e, spesso, sensazionalistico. Abbiamo sempre cooperato, e continueremo a farlo, con le indagini in corso da parte delle autorità greche e statunitensi e adotteremo le misure appropriate per contrastare qualsiasi comportamento illecito. L`impegno di Novartis in Grecia, per sostenere i pazienti e il sistema sanitario, continua immutato”.

Dichiarazioni che non entrano nel merito delle gravi affermazioni rese dai tre whistleblower, che avrebbero riferito dell’esistenza di un vero e proprio programma corruttivo, in parte finanziato direttamente dalla sede centrale di Basilea, celato dietro le apparenze di iniziative di marketing.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi