Esperti Sigenp: “Farmaci anti-obesità negli adolescenti: alternativa, non scorciatoia”

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Roma, 28 settembre – Nella cura dell’obesità pediatrica, bisogna ripartire dai comportamenti e dallo stile di vita, con la famiglia coinvolta, riservando i farmaci ai casi che non rispondono, quando la sola dieta non basta. Il monito arriva dal XXXIII Congresso nazionale della Sigenp, la Società italiana di Gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica, tenutosi a Genova dal 24 al 26 settembre, che ha voluto sottolineare che i nuovi i nuovi farmaci anti-obesità “non sono una scorciatoia”.

In Europa, riporta una nota diffusa dopo l’evento, un bambino su tre in età scolare è in sovrappeso o obeso, e nel mondo l’obesità di bambini e adolescenti “è quadruplicata negli ultimi trent’anni: nonostante decenni di campagne e raccomandazioni, il problema è cresciuto ovunque, segno che gli approcci adottati finora non hanno funzionato”. La migliore strategia  per contrastarlo è ripartire da comportamenti, regimi alimentari e stili di vita corretti, senza affidarsi subito ai nuovi farmaci, che debbono invece essere considerati – anche in considerazione delle criticità comunque correlate al loro impiego – come risorsa di ultima istanza in caso di fallimento degli approcci precedenti.

“Gli analoghi del Glp-1 – rimborsati in Italia solo per il diabete e usati anche per perdere peso – sono utilizzabili in Italia a partire dai 12 anni, ma secondo le recenti linee guida nazionali inter-societarie (Sistema nazionale Linee guida dell’Iss), alla cui stesura ha collaborato Sigenp, vanno riservati agli adolescenti che non rispondono all’intervento sullo stile di vita”, ricorda nella nota la società scientifica. “Una posizione prudente, che colloca l’Italia in modo diverso rispetto agli Stati Uniti, dove il ricorso a questi farmaci negli adolescenti con obesità è più diffuso. Tra le due molecole approvate, il semaglutide ha mostrato l’efficacia maggiore sulla riduzione del peso, il liraglutide un’efficacia inferiore; entrambe hanno comunque limiti importanti in età pediatrica: il peso tende a tornare alla sospensione, i costi superano i mille euro al mese e sono a totale carico delle famiglie, mancano dati sul lungo termine e va sorvegliato con attenzione il rischio di disturbi del comportamento alimentare. Soprattutto, per i bambini sotto i 12 anni non esiste alcun farmaco anti-obesità autorizzato: sotto quella soglia l’unica strada è quella dei comportamenti e della famiglia, un motivo in più per non considerare la pillola una soluzione”.

Le dislipidemie, un nemico silenzioso

Il congresso non si è occupato solo di obesità, ma anche di dislipidemie, perché anche i più piccoli soffrono di colesterolo alto. “La forma genetica più comune, l’ipercolesterolemia familiare, riguarda circa un1 bambino su 300, e in Italia sono circa 1.600 i bambini e ragazzi seguiti dai centri del registro nazionale Lipigen” si legge al riguardo nella nota Sigenp. “Il messaggio, ancora una volta, è – secondo gli specialisti – che intervenire presto cambia tutto: l’aterosclerosi non aspetta l’età adulta, le prime alterazioni delle arterie sono misurabili già a 7 anni, e chi viene trattato fin dall’infanzia arriva alla mezza età quasi sempre libero da eventi cardiovascolari, contro circa tre quarti dei genitori affetti, ma non curati. Anche qui la nutrizione è la pietra angolare, ma non basta da sola, e il vero tallone d’Achille resta lo screening, che nella vita reale sfugge fino al 30-60% dei casi”.

“Il dato che ci consegna la ricerca è chiaro: continuare a fare come abbiamo fatto finora non sempre funziona”  ha affermato Antonella Diamanti, presidente Sigenp (nella foto), tra gli estensori delle nuove Linee guida nazionali. “Sull’obesità come sul colesterolo il primo intervento resta sui comportamenti e sullo stile di vita, con la famiglia accanto; i farmaci, quando servono e dove sono ammessi, vengono dopo, non al posto. Ecco perché al congresso abbiamo voluto al nostro fianco le associazioni di pazienti, perché la cura del bambino passa dalle famiglie.”

Al congresso Sigenp,ed è stata una novità, hanno infatti  partecipato le associazioni che fanno parte di Sigenp Family, la prima alleanza strutturata tra una società scientifica pediatrica e le associazioni di pazienti e familiari, nata alla fine del 2025.

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