Roma, speculazioni su mascherine e gel in farmacia, Croce: “Useremo il pugno di ferro”

Roma, speculazioni su mascherine e gel in farmacia, Croce: “Useremo il pugno di ferro”

Roma, 16 marzo – “La salute è il bene esistenziale più importante, rimanda all’essenza stessa della persona. È da questo semplice dato di fatto che nasce lo stigma della riprovazione sociale su ogni speculazione condotta in quest’ambito. Quando poi, per speculare sulla salute, si approfitta di una grave emergenza che acuisce le necessità ma anche le fragilità delle persone, si raggiunge davvero il fondo della nefandezza: pochi altri comportamenti sono più ignobili di quelli di chi lucra in un frangente d’emergenza sanitaria. Ecco perchè chiunque si renda responsabile di comportamenti che sono  la negazione stessa dell’etica e dei più elementari valori della civiltà umana va punito con esemplare durezza. E la severità dev’essere doppia  se, a speculare, è un professionista della salute, che tradisce non solo la fiducia dei cittadini che si affidano a a lui, ma anche la sua professione e la sua comunità professionale. In questi casi, non può esserci spazio per la comprensione: si punisce, il più duramente possibile. E basta. Ed è quello che, per quanto è di sua competenza, farà subito l’Ordine dei farmacisti di Roma nei confronti dei farmacisti responsabili di comportamenti davvero inqualificabili, che producono un   gravissimo danno di immagine all’intera professione”.

Queste le prime parole con le quali – inarrestabile come un fiume in piena,  senza quasi prendere fiato – il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma Emilio Croce (nella foto) commenta le pessime notizie rilanciate dai quotidiani capitolini nel fine settimana, relative appunto ad alcuni casi di farmacie implicate, secondo i primi accertamenti delle forze dell’ordine, in speculazioni su mascherine e prodotti igienizzanti condotte approfittando dell’emergenza Covid-19. “Non si faranno sconti a nessuno” afferma Croce perentorio. “Acquisiremo subito tutti gli atti di deferimento dei farmacisti implicati nelle vicende speculative individuate dalle forze dell’ordine, istruendo subito un procedimento disciplinare. Pronti, se le vicende in parola dovessero arrivare nell’autla di un tribunale, a costituirci come parte civile nei confronti di persone che reputo indegne – e mi assumo ogni responsabilità di quello che di dico – di appartenere alla nostra comunità professionale”.

Tre i fatti registrati dalle cronache: gli agenti della Polizia di Stato della Divisione amministrativa e sociale, diretta da Angela Cannavale, nelle attività di controllo finalizzate alla verifica del rispetto delle prescrizioni imposte dalle normative connesse all’emergenza coronavirus e al contrasto di possibili speculazioni sulla vendita di prodotti e presidi che in questo periodo sono oggetto di richieste straordinarie, hanno effettuato venerdì scorso, 13 marzo, un controllo presso una farmacia del centro storico di Roma. Il controllo si era reso necessario anche a seguito delle numerose segnalazioni giunte in Questura e relative a un ingiustificato e abnorme incremento dei prezzi che sidispositivi.

Nel corso dell’accertamento, gli agenti della Polizia di Stato hanno verificato che il gestore della stessa farmacia, approfittando del particolare periodo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da coronavirus Covid-19 e del conseguente aumento della richiesta di dispositivi di protezione individuale e dei prodotti di disinfezione,  aveva messo in vendita nella sua attività alcuni di questi prodotti (da considerarsi a tutti gli effetti “di prima necessità”) speculando sul prezzo, che aveva aumentato fino all’800%, come nel caso del gel battericida per le mani, acquistato a 3.58 euro e rivenduto a 33 euro per un singolo flacone da 750 ml.

Anche riguardo ai guanti monouso, gli agenti hanno potuto constatare un aumento abnorme del prezzo: le varie confezioni contenenti ciascuna 100 guanti acquistate al prezzo  di 2,90 euro  l’una un mese fa, erano in vendita a 14,99 euro. Proprio la cospicua quantità dei prodotti rinvenuti e posti in sequestro hanno evidenziato la condotta dolosa da parte dei gestori della farmacia, sospettati anche di aver fatto incetta di un gran numero di prodotti al fine di renderne difficoltoso il reperimento sul mercato.

Gli stessi non solo si erano riforniti tramite le consuete ditte all’ingrosso, ma avevano addirittura svuotato i vicini supermercati di prodotti per la sanificazione della casa. Sono stati infatti trovati numerosi flaconi per lavare e disinfettare le superfici a marchio speciale di una catena di supermercati locali, acquistati, come da fattura del 24.2.2020, a un prezzo di 0,81 euro l’uno  e posti in vendita al pubblico a ben 8 euro ciascuno, condotta peraltro commercialmente vietata.

Il gestore e il titolare della farmacia sono stati denunciati alla Procura presso il Tribunale di Roma per il reato di cui all’art. 501-bis del codice penale relativo a “manovre speculative su merci”, fattispecie introdotta nel nostro ordinamento dopo la crisi energetica degli anni ’70 per contrastare manovre speculative dirette alla maggiorazione dei prezzi di alcuni generi destinati al largo consumo e proteggere gli operatori rispettosi delle esigenze economiche e sociali e i diritti dei consumatori. In tutto sono stati sequestrati oltre 4.000 articoli, tra disinfettanti, guanti e occhiali protettivi.

Un’altra poco edificante vicenda ha per protagonista una farmacia di Guidonia Montecelio, nell’hinterland romano,  al cui esterno era esposto un cartello con l’indicazione “maschere esaurite”: nel retrobottega dell’esercizio,  le Fiamme Gialle del Gruppo di Tivoli hanno trovato 228 dispositivi in vendita al prezzo di 35 euro l’uno, cinque volte superiore al valore di mercato. Per il titolare e tre suoi dipendenti è scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria di Tivoli per il reato di “manovre speculative su merci”, con conseguente richiesta di assegnazione dei dispositivi alla protezione civile, affinchè siano utilizzati dagli operatori chiamati a gestire l’emergenza.

Le cronache di una fine settimana tutta da dimenticare segnalano anche il caso di altre farmacie nel centro della Capitale, dove non sono stati pochi i cittadini a protestare per la vendita di mascherine modello Ffp2 (con fattore di protezione del 92%) al prezzo di 19.90 euro l’una. Le prenotazioni (favorite dall’introvabilità di questi presidi) sarebbero state molte, secondo quando riferisce il quotidiano laRepubblica, ma non di meno sono state le proteste, alle quali una dipendente della farmacia ha replicato spiegando che “la speculazione è a monte. “Noi le abbiamo pagate 14 euro più iva” spiega “il ricarico è minimo. I nostri grossisti non ce le consegnano da tre mesi, ci siamo dovuti affidare a un contoterzista che le vende a questa cifra”.

Analoga spiegazione arriva da un’altra farmacia, sempre del centro della capitale, dove tre mascherine Ffp2 sarebbero state pagate in totale 180 euro dalla madre di una studentessa in medicina: “Ci sono arrivati 10mila pezzi, ne abbiamo venduti duemila in dure ore. I fornitori hanno raddoppiato i costi ” si schermisce una delle titolari della farmacia in via Cola di Rienzo, aggiungendo di acquistare le mascherine al costo unitario di 12 euro più iva e di rivenderle a  16. “Non siamo noi ad approfittarcene” ha aggiunto la farmacista, che avrebbe potuto troncare ogni discussione e polemica sul nascere semplicemente eibendo la fattura di acquista per comprovare le sue affermazioni.

Nessuno vuole sommariamente condannare nessuno, si badi, ma mai come durante questa emergenza è in gioco l’immagine di un’intera categoria professionale, che si segnala ogni giorno per continuare – senza nemmeno essere messa in condizione di utilizzare adeguare protettive – il suo servizio alla popolazione, mai prima così indipensabile.  Non si può davvero consentire che la scelleratezza di qualcuno produca danni irreparabili alla reputazione di tutti.

“Quello del richiamo al rispetto delle norme e della deontologia è un mantra che ripetiamo ogni giorno da anni” chiosa al riguardo Croce. “Ma i moniti e gli inviti, evidentemente, per qualcuno non bastano. Di necessità, dovremo fare virtù e,  al posto delle carezze, useremo il pugno di ferro. Perché il destino personale di chi ha consapevolmente scelto comportamenti inqualificabili viene un milione di anni luce dopo l’onorabilità di un’intera professione”.

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