Coronavirus, team USA isola gli anticorpi più efficaci tra quelli individuati finora

Coronavirus, team USA isola gli anticorpi più efficaci tra quelli individuati finora

Roma, 23 luglio – Isolati gli anticorpi dimostratisi, almeno fin qui, i più efficaci contro il nuovo coronavirus  fra tutti quelli prelevati dai malati di Covid-19. Identificati alla Columbia University di New York e oggetto di uno studio pubblicato sulla rivista Nature,  potrebbero potenzialmente essere prodotti su larga scala e dare una spinta alla ricerca di nuovi farmaci e vaccini. Promettenti, in questo senso, i test condotti finora sugli animali dall’equipe di ricerca della Columbia. Per dati più probanti bisognerà ovviamente  attendere i test sull’uomo.

Sebbene diversi farmaci e vaccini contro Covid-19 siano in fase di sperimentazione clinica, potrebbero non essere pronti ancora per diversi mesi. Nel frattempo, gli anticorpi neutralizzanti prodotti dai pazienti con Covid potrebbero essere usati per trattare altri malati o addirittura prevenire l’infezione nelle persone esposte al virus. IL vantaggio è che lo sviluppo e l’approvazione di anticorpi come trattamento terapeutico di solito richiede meno tempo rispetto ai farmaci convenzionali. Questo approccio è simile a quello del plasma dei guariti (il cosiddetto siero convalescente), ma potenzialmente più efficace, spiegano i ricercatori.

Il siero convalescente, infatti, contiene una varietà di anticorpi , ma poiché ogni paziente ha una risposta immunitaria diversa, il plasma ricco di anticorpi utilizzato per trattare un paziente può essere notevolmente diverso da quello somministrato a un altro, con concentrazioni e intensità variabili di anticorpi neutralizzanti.

Il team del referente dello studio David D. Ho (nella foto), direttore dell’Aaron Diamond Aids Research Center della Columbia University e corrispondente dello studio, con la pandemia si è concentrato su Covid-19.  “La maggior parte dei membri del mio team praticamente lavora senza sosta 24 ore su 24, 7 giorni su 7” afferma Ho. I ricercatori hanno avuto facile accesso ai campioni di sangue di pazienti con malattia moderata e grave trattati all’Irving Medical Center di New York City, epicentro della pandemia in Usa all’inizio di quest’anno.

“C’era un sacco di materiale clinico e questo ci ha permesso di selezionare i casi migliori da cui isolare questi anticorpi” spiega Ho. Il suo team ha scoperto che, sebbene molti pazienti infetti producano quantità significative di anticorpi, la qualità di questi anticorpi varia. Nei pazienti studiati, quelli con patologie gravi che richiedono ventilazione meccanica hanno prodotto gli anticorpi più fortemente neutralizzanti.

“Pensiamo che i pazienti più gravemente malati abbiano ‘incontrato’ più virus e per un periodo di tempo più lungo, il che ha permesso al loro sistema immunitario di dare una risposta più solida” è l’ipotesi di Ho. “Un fenomeno simile a quello che abbiamo imparato dall’esperienza sull’Hiv”.

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