Orforglipron, l’agonista Glp-1 di Lilly riduce il rischio di diabete tipo 2 e malattie CVD

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Roma, 5 ottobre – Orforglipron, agonista non peptidico a piccola molecola del recettore del Glp-1, primo farmaco orale della sua classe con assunzione semel in die, commercializzato da Lilly, è risultato associato a “riduzioni significative” del rischio predetto a 10 anni di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari negli adulti affetti da obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità legata al peso.

È quanto emerge dai risultati delle analisi post hoc dello studio Attain-1, annunciati a inizio ottobre dalla stessa azienda, produttrice anche di tirzepatide, altro noto farmaco agonista del recettore Glp-1. Una nota diffusa da Eli Lilly evidenzia che l’obesità è fortemente associata a un aumento del rischio di sviluppare sia malattie cardiovascolari (CVD) sia diabete di tipo 2. Grazie ai benefici di orforglipron nella perdita di peso e alla capacità di migliorare alcuni fattori di rischio cardiovascolare quali glicemia, pressione arteriosa e colesterolo, questo farmaco orale “potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica significativa“. I risultati di queste analisi sono stati pubblicati sulla rivista Diabetes, Obesity, and Metabolism.

“L’associazione tra diabete e obesità non va valutata solo in ottica di controllo del peso, ma anche per il rischio di complicanze future che comporta” spiega Paolo Sbraccia (nella foto), professore ordinario di Medicina interna all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “Le nuove analisi post-hoc di Attain-1, un trial condotto su una popolazione ampia e diversificata, rappresentativa dei pazienti visti nella pratica clinica, con un disegno che si distingue dagli studi storici sull’obesità, mostrano che orforglipron è associato a una riduzione del rischio predetto a 10 anni di diabete tipo 2 compresa tra il 45% e il 57% in base alla dose, e fino al 18% per il rischio cardiovascolare con il dosaggio di 17,2 mg. Questi dati, insieme alle evidenze già consolidate sulla perdita di peso e sul miglioramento dei principali fattori di rischio cardiometabolico, confermano l’importanza di intervenire precocemente in obesità per ridurre il rischio futuro di diabete di tipo 2 e cardiovascolare, con possibili benefici sia per la salute dei pazienti sia per la sostenibilità dei sistemi sanitari”.

Orforglipron, che si assume per via orale una volta al giorno e può essere assunto in qualsiasi momento della giornata senza restrizioni relative all’assunzione di cibo e acqua, a oggi è approvato dalla Fda negli USA per gli adulti con obesità o per gli adulti con sovrappeso e almeno una comorbilità correlata al peso, al fine di ridurre l’eccesso di peso corporeo e mantenere la perdita di peso a lungo termine, in combinazione con una dieta ipocalorica e un incremento dell’attività fisica.

Oltre alla gestione cronica del peso, orforglipron è in fase di studio anche come potenziale trattamento per il diabete di tipo 2, l’apnea ostruttiva del sonno, il dolore al ginocchio da osteoartrite, l’ipertensione, la malattia arteriosa periferica e l’incontinenza urinaria da sforzo.

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