Roma, 30 maggio – Strategie future contro eventuali emergenze pandemiche, nuove o “ricicciate” che siano: se l’Oms prova a spingere il piede sull’acceleratore, approfittando dell’Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra in questi giorni (si concluderà il 1° giugno) per chiedere a gran voce alle autorità di tutto il mondo la definitiva messa a punto e il varo sollecito del nuovo Accordo pandemico internazionale, c’è chi invece chiede calma e un supplemento di tempo.
Tra questi ultimi c’è anche l’Italia, presente all’Assemblea ginevrina con il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto durante il suo intervento): “Abbiamo seguito attivamente i negoziati per il nuovo trattato pandemico e tutte le altre questioni discusse all’Assemblea mondiale della sanità. E lo abbiamo fatto con uno spirito costruttivo, mirando a migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta globale alle minacce sanitarie nel miglior modo possibile, ma sempre nei confini e nel rispetto della necessaria sovranità nazionale” ha detto il titolare della sanità italiana. “Al momento, sull’accordo per il trattato pandemico non vediamo progressi sufficienti e ci sono ancora troppi punti critici aperti. Pertanto, ci aspettiamo la ridefinizione di una chiara tabella di marcia, prevedendo un periodo di tempo adeguato per raggiungere un consenso che l’Italia ritenga ratificabile nonché con i miglioramenti necessari per garantire la salute per tutti”.
Schillaci ha ricordato l’impegno dell’Italia “per il rafforzamento dell’architettura sanitaria globale, secondo l’approccio One Health, al fine di affrontare le nuove sfide per la salute, a partire dall’antimicrobico-resistenza”, dove il nostro Paese, che paga all’Amr un terrificante tributo di 11mila morti all’anno (dati Ecdc, in Europa sono in totale 36mila), vanta un tristissimo primato, quello dell’uso improprio di un antibiotico su quattro.
Schillaci ha anche rimarcato il “contributo significativo che può arrivare dallo sviluppo della sanità digitale e in particolare da una corretta applicazione dell’intelligenza artificiale alla salute”.


