Mnlf: “Assistente di farmacia, il concorso dell’Amf di Cinisello scorciatoia pericolosa”

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Roma, 10 marzo – L’assistente farmacista, o di farmacia che dir si voglia  – così, dai suoi promotori, viene ora definita la nuova (?) figura professionale presentata come una soluzione ai “sempre più difficile il reperimento di risorse professionali laureate in Ctf o in farmacia, stante che le facoltà universitarie hanno ridotto in modo considerevole il numero di laureati e che questi ultimi non trovano più interesse ad operare all’interno delle farmacie territoriali”, torna a far parlare di sé.

L’azienda delle farmacie comunali di Cinisello Balsamo (Amf), infatti, incurante del fatto che la maggioranza della professione è insorta fin da subito contro l’ipotesi di istituire la nuova figura, considerata fin da subito uno scivoloso piano inclinato per il livello di professionalità che la farmacia esprime, e proprio nel momento storico in cui quel livello va invece implementato, è andata avanti con il suo corso/concorso per l’assunzione di 15 assistenti di farmacia, portandolo a termine.

A poco e a niente sono serviti gli altolà arrivati da ogni angolo della professione, avviati dalle immediate proteste del Mnlf, subito seguite dalle durissime prese di posizione degli Ordini professionali di Messina e Roma e, infine, della stessa Fofi, con l’opportuno richiamo al fatto che il vigente Ccnl per i dipendenti da farmacia privata sottoscritto il 7 settembre 2021 “all’art. 3, già prevede anche la classificazione del personale non laureato in farmacia, deputato a svolgere funzioni tecnico-pratiche o amministrative di supporto al farmacista, riconducibili alla figura dell’assistente di farmacia”.

Nemmeno l’ancora più opportuna decisione della deputata FdI  Marta Schifone  di ritirare la sua proposta emendativa n. 23.029 all’AC n. 1523 bis, finalizzata appunto a istituire la figura dell’assistente di farmacia con compiti amministrativi e di “supporto alla vendita di prodotti parafarmaceutici, per i quali non è richiesto il consiglio professionale del farmacista”, ha indotto gli amministratori dell’Amf di Cinisello Balsamo a riconsiderare il loro piano di tirare fuori dal cappello a cilindro una “nuova” figura professionale per  integrare in qualche modo gli organici aziendali. Al contrario, con incrollabile determinazione hanno portato a compimento il loro disegno, permettendosi anche il lusso di reagire con fastidio alle osservazioni critiche, ritenute espressioni di posizioni di retroguardia.

Portato a termine il  concorso, nelle farmacie comunali di Cinisello potrebbero dunque fare il loro ingresso 15 “assistenti di farmacia”, definizione allo stato gassoso, alla luce della situazione di fatto, do una figura che di fatto già esiste senza che si sprechino energie per reinventarla e riempirla di significati, spacciandola come una risposta alle carenze di personale laureato e all’esigenza di “liberare” i farmacisti da mansioni improprie e finendo così inevitabilmente per alimentare il sospetto che  – prima e più ancora che inadeguata alle necessità – sia un’idea in odor di gabola, dal momento che il problema (che esiste) della carenza  di laureati avrebbe bisogno di altre risposte, più serie e strutturate, non di soluzioni che (paradossalmente) il problema della disoccupazione dei laureati potrebbero laurearli, se qualcuno (e non lo si può escludere in radice) si facesse prendere la mano. Il mondo moderno abbonda di gente che prova a risolvere i problemi usando quel che oggi è di moda chiamare narrazione. Ma chiamare cavallo anglo-arabo-sardo un asino, non porterà mai il pur nobile somaro a correre come il primo e magari vincere un Grand Prix, nemmeno sistemandogli in groppa un’elegante gualdrappa. E se davvero esiste qualcuno che se lo aspetta davvero (ma è difficile da credere: intenzioni e obiettivi, in questi casi, sono in genere altri), be’, il problema – oltre che del povero asino – è suo e di chi magari punta sul ciuco.

Le testimonianze di chi ha sostenuto il corso/concorso dell’Amf di Cinisello 

Il Mnlf, in un comunicato stampa diffuso oggi, dopo essersi levato quasi en passant lo sfizio di ricordare che “la salute non si tutela diminuendo il livello della professionalità, ma innalzandolo”, rivolgendosi in particolare al direttore generale dell’Amf di Cinisello Stefano Del Missier (un non farmacista, come si preoccupa di precisare la sigla presieduta da Vincenzo Devito), è andato a raccogliere le testimonianze di alcuni dei partecipanti alla selezione per il concorso di Cinisello, tanto tra coloro che l’hanno superata quanto tra chi – invece – è rimasto al palo.

“Testimonianze concordi e spontanee che ricostruiamo in maniera impersonale per mantenere l’anonimato” precisa la nota diffusa da Mnlf, riferendo che ai candidati, per partecipare al bando, è stato richiesto un “contributo” (una gabella, in pratica) di 50 euro. “La selezione si è svolta in due tempi” riferisce Mnlf. “Il primo serviva a scegliere 25 persone per partecipare al corso/concorso, il secondo per selezionare ulteriori 15 persone da inserire all’interno dell’organico delle farmacie. La prima prova è stata fatta in modalità anonima, la seconda con il codice identificativo apposto sui fogli del test, quindi in modalità non anonima. Il corso, strutturato in 8 lezioni, a detta dei testimoni, verteva quasi esclusivamente su argomenti di marketing e category management con indicazioni frammentate sugli altri punti del bando”. 

Le lezioni, continua il comunicato di Mnlf, “sono state tenute da Erika Mallarini della Sda Bocconi. ‘Argomenti idonei più per una catena di detersivi che per delle farmacie’, hanno chiosato alcuni. Le persone con una certa esperienza nel settore o in settori affini, quando facevano domande pertinenti, ma scomode, venivano liquidate con risposte spesso evasive. La prova finale che doveva essere basata sulla teoria spiegata è stata incentrata esclusivamente sulla vendita in farmacia e l’operatività al banco. Numerose le situazioni imbarazzanti di ‘copia/incolla’ segnalate, ma non censurate. Ai partecipanti, anche a quelli esclusi dalla prova finale, è stato promesso il Certificato di Assistente di farmacia‘, un certificato che, anche se rilasciato dalla Sda Bocconi, non ha assolutamente alcun valore”.

Per Mnlf, le testimonianze raccolte rappresentano la prova inconfutabile – se mai ve ne fosse bisogno –  che l’iniziativa dell’Amf di Cinisello Balsamo, così come peraltro tutta la narrazione relativa alla figura dell’assistente di farmacia, non ha niente a che vedere con l’evocato “aiuto al farmacista” ma ha un solo intento, peraltro dichiarato nella premessa del corso/concorso di Cinisello: “aggirare la carenza di farmacisti. La strada più semplice e banale” scrive Mnlf “per continuare a pagare una miseria il professionista”.
“Il Movimento nazionale liberi farmacisti” conclude il comunicato “dopo queste testimonianze è ancora più convinto della propria posizione e invita gli organi di controllo, Nas, Asl/Ast, Ordine professionale, a controllare il corretto esercizio dell’attività delle 38 farmacie in oggetto (quelle gestite da Afm Cinisello NdR), in particolare dal punto di vista del reato di abuso di professione. Reato, ricordiamo anche ai neo-assunti, di natura penale. Il Mnlf è pronto a collaborare con le autorità competenti”.

Dall’altra parte, ovviamente, vengono difese a spada tratta le ragioni addotte per la scelta di muovere verso l’affermazione di queste nuove figure, in primis quelle di garantire la sopravvivenza di presidi che sono anche imprese che hanno bisogno di personale per funzionare. “Operiamo in un mercato competitivo e sottostiamo ai vincoli delle norme non solo in quanto farmacie (come per le farmacie private) ma anche in quanto aziende pubbliche” spiega al riguardo proprio il Dg di Amf Del Fissier. “L’impresa farmacia è cambiata radicalmente negli ultimi anni e il nostro ruolo non si limita più alla dispensazione del farmaco in nome e per conto del Ssn: ci occupiamo di salute a tutto tondo e le risorse vanno adeguate e diversificate. Per questo, ci siamo detti che la domanda di salute che ci viene posta dai cittadini, quelli che ogni giorno entrano nei nostri punti vendita, merita risposte aggiornate, non slogan di retroguardia”.

Prova a sostenere le ragioni della scelta delle farmacie comunali di Cinisello Balsamo la professoressa Mallarini, precisando che “l’assistente di farmacia non va assolutamente confuso con l’assistente farmacista, professione riconosciuta in vari Paesi di Europa. Se quest’ultimo è una figura con diploma di laurea in discipline legate alla professione sanitaria del farmacista, l’assistente di farmacia a cui si sta facendo riferimento è un profilo gestionale amministrativo la cui introduzione ha l’obiettivo di liberare il tempo ai farmacisti perché possano fare i farmacisti a beneficio dei cittadini e delle istituzioni. Svolgere tale ruolo non richiede una formazione universitaria” (e infatti queste figure, previste nel Ccnl, esistono da secoli, senza che nessuno abbia mai sentito prima l’esigenza di alzare tutto il polverone sollevato negli ultimi mesi, NdR).  “Ma – insiste Mallarini – perché la persona sia impiegata al meglio, deve essere formata sulle specificità del canale (e non è un caso che a fare il training di queste figure, al loro ingresso in farmacia, sono stati fino a oggi gli stessi titolari e i loro direttori e collaboratori: ci può essere un livello di specificità superiore a questo? NdR). “Deve essere chiaro” conclude la docente della Sda Bocconi “che l’assistente di farmacia non è una figura sanitaria e non potrà mai in nessun modo entrare in quelle funzioni che sono riservate ai farmacisti”.

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