Maxi furto di farmaci oncologici in Calabria, individuato e arrestato uno dei responsabili

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Roma, 14 luglio – Due furti di farmaci oncologici a breve distanza l’uno dall’altro, consumati nello scorso mese di giugno, il primo tra il  4 e   e il 5 giugno e il secondo il 25, entrambi nell’Asp di Cirò Marina, in Calabria (nella foto del titolo). Ingente il  valore complessivo del bottino, quantificato in oltre settecentomila euro.

Due furti che, fin dalle prime indagini, hanno suggerito agli inquirenti la pista di azioni criminose poste in essere da persone perfettamente consapevoli della “specificità” dei beni rubati. E gli esiti dell’azione investigativa sembrerebbe aver confermato l’intuizione iniziale: nella mattinata di venerdì scorso, 11 luglio, i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, congiuntamente a personale della Compagnia CC di Napoli Stella, Napoli Poggioreale e Torre del Greco, hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, nel quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di un napoletano sessantenne, identificato dopo l’analisi di numerosi filmati di videosorveglianza acquisiti dagli investigatori e indiziato di essere come uno dei partecipanti all’azione delittuosa (la banda entrata in azione sarebbe composta da quattro persone), anche perché titolare del contratto di noleggio di una delle autovetture utilizzate per commettere il furto.

Il quadro indiziario raccolto dai carabinieri a carico dell’indagato è stato condiviso dalla Procura di Crotone, che ha avanzato richiesta di emissione di misura cautelare. Il Gip, accogliendo la richiesta, ha disposto la cattura del soggetto, che venerdì scorso è stato tradotto in carcere.

L’ipotesi degli inquirenti è che l’uomo operi contesto criminale dedito a furti di medicinali nei presidi sanitari, in particolare ospedalieri e Asl. A suffragarla, il fatto di essere risaliti a lui perché già segnalato nella banca dati delle forze dell’ordine per essere stato sorpreso ad aggirarsi con fare anomalo, in orario notturno, nei pressi di un ospedale in Campania. Le attività di indagine svolte successivamente – e in particolare la già citata analisi dei  filmati di videosorveglianza – hanno consentito di identificarlo con più precisione. Ma le indagini proseguono, per identificare gli altri tre componenti della banda che avrebbe messo a segno i colpi a danno dell’Asp di Cirò Marina: cecondo la ricostruzione dei carabinieri di Cirò Marina, in due si sarebbero introdotti nei locali per commettere il furto. Uno, il napoletano ora in carcere, avrebbe svolto il ruolo di conducente dell’auto noleggiata. Un quarto uomo, con compiti da “specchiettista”, avrebbe compiuto un sopralluogo individuando il punto d’accesso dove portare gli attrezzi da scasso

Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo e i suoi complici siano inseriti in un contesto criminale di più ampio respiro e dedito sistematicamente al furto di farmaci chemioterapici, come lascia supporre anche la meticolosa fase di preparazione dei colpi  messi a segno a Cirò Marina. In ogni caso, non è davvero inutile ricordare che il fenomeno dei furti di medicinali in ospedale, che è stato una grave piaga in particolare nella prima metà del decennio scorso, è in deciso regresso grazie alle iniziative di contrasto intraprese soprattutto dal nostro Paese (e dall’Aifa in particolare) a partire dall’Operazione Vulcano del 2014 fino a oggi. Allora, con un certosino lavoro sui dati, fu possibile individuare e smantellare un traffico illegale consolidato di medicinali rubati presso gli ospedali italiani, poi reintrodotti nel mercato legale con falsa documentazione attraverso operatori non autorizzati.

Una tipologia di crimine praticamente debellata. Ma, purtroppo, quel che non si può debellare sono la fantasia e la voglia di chi delinque, che oltretutto sa bene che, visto il valore dei prodotti, il furto di farmaci può essere un’attività estremamente redditizia. “In effetti, via via che noi sviluppiamo strumenti efficaci di protezione e contrasto contro i furti e il commercio illegale dei farmaci” riconosce Domenico Di Giorgio (nella foto), dirigente responsabile dell’Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico di Aifa, uno dei massimi esperti mondiali in materia di sicurezza della filiera farmaceutica, “le organizzazioni criminali cercano simmetricamente di definire nuove vie che tutelino il loro mercato illegale. Per questo, di là di tutti i temi che restano ancora da approfondire ulteriormente – uno su tutti, il dark web –  è importante tenere presente che si tratta di un processo in continua evoluzione. Ma siamo certi che il rafforzamento della collaborazione internazionale (voluto fortemente soprattutto dall’Aifa e del nostro Paese, che ne sono stati indiscussi protagonisti a partire dal 2005, NdR), ci permetterà di costruire ostacoli sempre più difficili da eludere”.

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