Gas medicinali, presunta truffa in Calabria: 12 arresti, coinvolti anche medici e farmacisti

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Roma, 13 gennaio – In esecuzione di un’ordinanza del Gip, i Carabinieri del Nucleo Nas di Reggio Calabria, con il supporto di militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, hanno applicato nella mattinata di ieri misure cautelari coercitive e interdittive nei confronti di 12 persone ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata in danno del Servizio sanitario, favoreggiamento personale, peculato e corruzione.  Tra i destinatari del provvedimenti – ai quali sono contestate consegne mai avvenute di bombole di ossigeno a pazienti compiacenti o inesistenti – ci sono anche medici e farmacisti.

Secondo quanto riferisce la stampa locale, i provvedimenti emessi dal Gip costituiscono l’esito della complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e svolta dai Nas di Reggio Calabria, che ha permesso di raccogliere gravi indizi in ordine all’esistenza di un’associazione per delinquere operante a Reggio Calabria e provincia, composta dal titolare e dai dipendenti di un’azienda di trasporti, dal responsabile commerciale per la Regione Calabria di una multinazionale operante nel campo della fornitura di gas medicali per ossigeno-terapia nonché da farmacisti, medici specialisti dipendenti Asp, medici di medicina generale, faccendieri vari e pazienti conniventi.

Gli elementi raccolti attraverso le investigazioni tradizionali e di natura tecnica, compendiati nell’ordinanza cautelare emessa dal Gip, hanno consentito di ricostruire – salve le successive valutazioni di merito – le modalità operative del sodalizio criminale: attraverso l’impiego si piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi, certificava la consegna, di fatto mai avvenuta, – di numeri ingenti di  di bombole di gas medicinale (generalmente utilizzato per patologie pneumologiche e/o terminali) a pazienti compiacenti, ignari o inesistenti, ponendo il costo del menzionato dispositivo sanitario a carico del Servizio sanitario nazionale e di quello regionale.

Oltre alle prima ricordate misure coercitive e interdittive, l’ordinanza del Gip ha disposto il sequestro della ditta di trasporti titolare della gestione, commercializzazione e distribuzione del gas medicinale, nonché della somma di 48mila euro nei confronti della multinazionale fornitrice delle bombole.

Va opportunamente ricordato che il procedimento relativo alle riferite ipotesi di reato è ancora nella fase delle indagini preliminari e tutte le persone coinvolte, a partire da quelle sottoposte a misura cautelare dall’Autorità giudiziaria, devono ritenersi presunte innocenti fino all’eventuale definitivo accertamento della loro colpevolezza nella successiva sede processuale.

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