Mercato integratori per la fertilità a tutto gas in Europa, Italia sul podio al terzo posto

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Roma, 9 marzo – L’Italia, con una quota di mercato a livello europeo pari al 15,1% e un fatturato complessivo che raggiungerà entro il 2030 i 155 milioni di dollari (+66% rispetto ai 93 milioni del 2023, dati di un recente report di Grand View Research) è sul terzo gradino del podio del mercato continentale degli integratori per la fertilità, preceduta soltanto dalla Germania, che detiene una quota pari al 28,5%, e dalla  Francia (19,2%). Decisamente un risultato di rilievo ma che non sorprende, in un Paese da decenni alle prese con lo spettro delle culle vuote, che – evidentemente – c’è tutta l’intenzione di voler riempire.

I dati (che arrivano da uno studio di Future Market Insights) spiegano che in Europa il mercato degli integratori per la fertilità raggiungerà, entro il 2035, i 520,1 milioni di dollari in valore assoluto, in crescita del +108% rispetto ai 250 milioni di dollari di valore fatti registrare nel corso del 2025. Vale il discorso appena accennato prima per l’Italia: con i tassi di fertilità in calo in tutto il continente, è pressoché inevitabile che il mercato europeo degli integratori per la fertilità mostri un forte potenziale di espansione.  Il trend di crescita trova conferma anche allargando l’orizzonte a livello mondiale, con il mercato globale degli integratori per la fertilità che (dati Researchandmarkets), supererà, entro il 2031, i tre miliardi di dollari di valore (3,22), con un incremento del +47% rispetto al 2025 (2,19 miliardi di dollari). Anche in questo caso, l’espansione fatta registrare a livello globale dal mercato degli integratori nutraceutici per la fertilità è in gran parte alimentata da una tendenza demografica mondiale a ritardare la genitorialità che richiede quindi l’adozione di soluzioni non invasive per affrontare il calo della fertilità legato all’età. Poiché le persone rimandano la nascita dei figli per motivi di carriera e istruzione, la finestra biologica per il concepimento si riduce, determinando così una maggiore domanda di nutraceutici, prodotti specializzati contenenti vitamine, minerali, antiossidanti ed estratti botanici, volti a ottimizzare la salute riproduttiva e a migliorare le possibilità naturali di concepimento migliorando la qualità dei gameti e l’equilibrio ormonale.

“La crescita del mercato degli integratori nutraceutici per la fertilità riflette un cambiamento culturale: sempre più persone vogliono affrontare la fertilità in modo consapevole e preventivo. Ma servono informazione corretta, integrazione tra nutrizione clinica e innovazione tecnologica e maggiore formazione dei professionisti. La fertilità è un sistema complesso e va affrontata con un approccio multidisciplinare” spiega Sabrina Fiorentino, Ceo e responsabile scientifica di Sestre, startup pugliese espressamente dedicata al benessere femminile e in particolare alle problematiche della fertilità e al  trattamento delle malattie invisibili come endometriosi e vulvodinia, anche attraverso la produzione di integratori nutraceutici formulati a partire da ricerche scientifiche, con test in vitro e pre-clinici per grantirne efficacia e non tossicità. “Gli integratori nutraceutici sono considerati delle alternative essenziali per la salute riproduttiva ed è per questo motivo che i ​​consumatori europei e i professionisti della salute riproduttiva nella scelta degli integratori per la fertilità danno costantemente priorità all’autenticità degli ingredienti, all’efficacia clinica, alla validazione scientifica e alla biodisponibilità, alimentando così la domanda di formulazioni specialistiche che offrano prestazioni di salute riproduttiva superiori, approcci nutrizionali basati sull’evidenza clinica, benefici visibili per la fertilità e certificazioni cliniche rispetto agli integratori per il benessere generale”. 

In Italia la domanda di integratori per la fertilità sta crescendo ad un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 7,2%, trainata fondamentalmente dalla crescente integrazione degli integratori per la fertilità nei modelli sanitari tradizionali italiani, dal maggior riconoscimento dei benefici per la salute riproduttiva e dal forte apprezzamento culturale degli italiani per le soluzioni sanitarie naturali e i valori tradizionali del benessere. La consolidata cultura e tradizione sanitaria italiana sta gradualmente incorporando gli integratori specialistici per la fertilità per riuscire a potenziare gli approcci tradizionali alla salute riproduttiva, migliorare i risultati clinici e modernizzare i classici modelli di assistenza sanitaria. Tuttavia, mentre aumenta la domanda di soluzioni a supporto della salute riproduttiva, la comprensione da parte dei consumatori dell’importanza della nutrizione per la fertilità e del ruolo degli integratori nutraceutici mirati continua a essere carente.

“La fertilità è un sistema complesso che richiede un approccio multidisciplinare, professionisti di diverse discipline, creando un flusso di informazioni”  commenta Catello Scarica, co-founder e Chief Scientific Officer di New Fertility Group, clinica specializzata in fertilità e percorsi di procreazione medicalmente assistita. “Per le pazienti questo significa avere sempre un punto di riferimento per chiarire dubbi, ricevere input, stabilire il percorso diagnostico e terapeutico più adeguato, rompendo gli schemi, creando sinergie, vedendo dettagli che si possono rilevare solo con più punti di vista”.

Sempre più evidenze scientifiche mostrano come la fertilità vada letta e vista come un sistema complesso e sia una tematica da affrontare con un approccio multidisciplinare, mediante un dialogo tra epigenetica, nutrizione, clinica e ambiente come confermato anche dai lavori del recente convegno scientifico Regolazione Epigenetica della Fertilità: un approccio multidisciplinare tra nutrizione, clinica e ambiente svoltosi a Matera lo scorso 21 febbraio: un appuntamento dedicato ai professionisti e alle professioniste desiderosi di far evolvere la propria pratica clinica e contribuire alla definizione di un nuovo paradigma nella gestione dell’infertilità: più multidisciplinare, più consapevole e più vicino alla complessità della vita reale.

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