Francia, via al rimborso dei farmaci anti-obesità, Sio: “L’Italia segua la stessa strada”

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Roma, 11 giugno – Dal prossimo 15 giugno il Servizio sanitario francese renderà rimborsabili le terapie farmacologiche anti-obesità a base di tirzepatide e semaglutide per i pazienti con forme più gravi della malattia, attraverso criteri clinici rigorosi e un percorso prescrittivo affidato a centri specialistici dedicati.

La decisione francese riaccende il dibattito europeo sulla gestione dell’obesità e arriva pochi mesi dopo il passo compiuto dall’Italia con l’approvazione della Legge 149 del 2025, proposta dal deputato Roberto Pella con la quale il nostro Paese (primo al mondo) ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Proprio mentre la Francia si prepara a introdurre il rimborso delle nuove terapie anti-obesità per i pazienti più gravi, la Società italiana dell’Obesità (Sio) ha inviato una lettera alle principali autorità politiche e sanitarie del Paese, alle società scientifiche e alle associazioni dei pazienti chiedendo l’avvio di una riflessione istituzionale sulle modalità con cui garantire anche in Italia un accesso appropriato e sostenibile ai trattamenti innovativi.

“La scelta della Francia merita grande attenzione perché riconosce il valore delle nuove terapie nei pazienti con obesità più grave e le inserisce all’interno di un percorso specialistico strutturato” afferma Silvio Buscemi, presidente Sio (nella foto). “Oggi il trattamento farmacologico rappresenta una componente essenziale della cura dell’obesità accanto agli interventi nutrizionali, alla modifica degli stili di vita, al supporto psicologico e, quando necessario, alla chirurgia bariatrica. Riteniamo quindi opportuno avviare anche in Italia una riflessione sulle modalità più appropriate e sostenibili per garantire l’accesso alle terapie innovative ai pazienti che presentano le forme più severe della malattia e il maggior rischio di complicanze”.

Negli ultimi anni l’arrivo di nuove terapie farmacologiche ha modificato profondamente le prospettive di cura di una patologia che interessa milioni di italiani. “Le evidenze scientifiche dimostrano in modo inequivocabile che questi trattamenti non consentono soltanto una significativa riduzione del peso corporeo” spiega Buscemi

Troppi sono oggi i pazienti che avrebbero indicazione clinica al trattamento e non riescono ad accedere alle terapie disponibili esclusivamente per ragioni economiche. Una situazione che rischia di creare disuguaglianze per le persone più fragili. “Per questo motivo, come Società italiana dell’Obesità abbiamo predisposto un documento tecnico destinato alle istituzioni nazionali”, informa Buscemi  “nel quale si propongono alcuni criteri utili sostanzialmente identici a quelli adottati in Francia per valutare un percorso progressivo di accesso alle terapie farmacologiche innovative per le persone con obesità severa e ad alto rischio di complicanze”.

La Sio conferma la propria disponibilità a collaborare con Governo, Parlamento, Regioni, Aifa, Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità per individuare le modalità più appropriate e sostenibili per l’eventuale implementazione di questi percorsi assistenziali.

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