Parma, locker della Asl per i farmaci della diretta, parte subito la diffida di Federfarma

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Roma, 22 giugno – Entreranno in funzione oggi a Parma i 12 locker automatizzati che – secondo quanto dichiarato dalla Asl – vogliono semplificare la vita agli utenti che debbono ritornare per ritirare i farmaci della cosiddetta “diretta”, rendendo veloce e sicuro l’accesso e soprattutto permettendo di saltare a pie’ pari un nuovo accesso (e le file correlate) al servizio di distribuzione dei farmaci dell’Asl al padiglione 10 dell’ospedale Maggiore della città ducale, sportello che registra circa 1.500 accessi a settimana.

La nuova modalità di distribuzione programmata viene avviata in via sperimentale nel servizio di Parma, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia per replicarla anche negli altri due punti di distribuzione di farmaci delle Aziende sanitarie di Parma presenti in provincia: all’ospedale di Vaio a Fidenza e all’ospedale Santa Maria di Borgotaro.

“L’introduzione dei locker è un passo avanti nel percorso di innovazione e semplificazione del servizio” spiega Giovanna Negri, direttrice dell’unità operativa Farmaceutica territoriale  dell’Azienda Usl di Parma. “Grazie a questa modalità attivabile in determinate circostanze possiamo offrire ai cittadini una soluzione più comoda e flessibile per il ritiro dei medicinali, migliorando l’accessibilità del servizio”.

Il ritiro dei farmaci tramite locker è rivolto ai cittadini che hanno già consegnato allo sportello del Servizio la documentazione necessaria – prescrizione medica e/o piano terapeutico – ma che per qualche motivo non possono ricevere immediatamente i farmaci richiesti. Accade, ad esempio, nei casi di consegna parziale di medicinali temporaneamente non disponibili, di farmaci acquistati all’estero o in altre situazioni in cui, appunto, la consegna non può avvenire contestualmente alla richiesta.

In questi casi, il farmacista del servizio farmaceutico pubblico decidere se e quando utilizzare il locker per il ritiro programmato del farmaco negli orari di apertura del servizio da parte dell’assistito, al quale verrà chiesto un indirizzo e-mail o un numero di cellulare. Quando il farmaco è pronto per la consegna, gli verrà inviata una e-mail o un sms di avviso di ritiro, con l’indicazione del periodo (72 ore) e codice da usare per aprire il locker.

È previsto anche un messaggio di promemoria, prima dello scadere del termine, in caso non si fosse ancora provveduto al ritiro. Una volta prelevato il medicinale, il sistema trasmetterà una e-mail o sms finale di avvenuto prelievo. Il cittadino può sempre chiedere di disdire o sospendere il servizio in qualunque momento. La nuova modalità non è disponibile per i farmaci che richiedono la conservazione in frigorifero.

La novità ha subito sollevato motivate perplessità nei farmacisti di comunità, che con la loro associazione di rappresentanza regionale, Federfarma Emilia Romagna, hanno pubblicamente rappresentato che l’utilizzo di locker, smart locker, armadietti automatizzati e sistemi analoghi per il ritiro differito dei medicinali non è conforme alle norme vigenti, come evidenziato da una nota del ministero della Salute (19 maggio 2023) a conferma di un precedente orientamento già espresso a marzo 2019.

Le leggi vigenti, ricordava il ministero in quella nota, prevedono due sole modalità di dispensazione dei medicinali: quella nella farmacia “fisica” e la dispensazione online, quest’ultima in casi limitati e regolati (decreto legislativo n. 219/2006, art. 112 quater). La dispensazione dei farmaci, beni esistenziali finalizzati alla tutela della salute, non può essere ridotta, in altre parole, “a una mera attività materiale di consegna del prodotto, costituendo invece un atto professionale unitario e complesso che comprende l’intervento diretto del farmacista sino alla fase conclusiva della consegna al paziente“.

Ed è proprio sulla base di questo presupposto legislativo che la sigla delle farmacie private si dichiara “basita di fronte alla scelta di un’Azienda sanitaria pubblica di introdurre un modello organizzativo che si pone in evidente contrasto non soltanto con le disposizioni legislative vigenti, ma anche con un preciso e inequivoco indirizzo interpretativo ministeriale, a oggi pienamente vigente e mai superato, modificato o revocato”.

E – non bastasse il mancato rispetto della lettera e dello spirito delle disposizioni di legge – la consegna tramite locker espone anche, osserva Federfarma Emilia Romagna, a criticità importanti “sotto il profilo della sicurezza della dispensazione, della corretta esecuzione dell’atto professionale farmaceutico e della tutela della salute pubblica, valori che il legislatore ha inteso presidiare imponendo la necessaria presenza del farmacista nell’intero processo di consegna del medicinale”.

Inevitabile, dunque, la diffida che il presidente della sigla regionale delle farmacie private  Achille Gallina Toschi (nella foto), ha rivolto all’Asl parmense, con la richiesta di astenersi dall’attivazione dei locker per la consegna dei medicinali, sospendendo con effetto  immediato l’iniziativa annunciata. In caso contrario, laddove l’Asl intendesse proseguire nella sua iniziativa, Federfarma Emilia Romagna segnalerà la vicenda al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) e investirò della questione gli Ordini professionali competenti “per le valutazioni del caso e intraprendere ogni opportuna iniziativa giudiziaria a tutela della categoria”.

In ogni caso, a scanso di comportamenti che finirebbero per esporre la sigle delle farmacie private al rischio della pessima figura di chi predica bene e razzola male, con conseguente perdita di credibilità, Federfarma Emilia Romagna si è anche subito preoccupata di intervenire su tutte le farmacie associate, chiedendo alle associazioni provinciali di sensibilizzarle con la massima tempestività sulla necessità imperativa di non utilizzare “locker, smart locker, armadietti automatizzati o sistemi similari per la consegna di medicinali a uso umano, indipendentemente dalla relativa classificazione ai fini della dispensazione”.

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