Roma, 30 giugno – “Sifo in Cloud: nuovi assetti per la Sanità”. Questo il tema del prossimo Congresso nazionale della Sifo, la Società italiana di Farmacia ospedaliera e dei Servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie, che si terrà a Roma Eur dal 5 all’8 novembre prossimi nel Convention center La Nuvola progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas.
Lo comunica la stessa Sifo, nel primo annuncio (consultabile qui) di quello che è ormai il 47° congresso nazionale della società scientifica. L’appuntamento congressuale, che rappresenta uno tra i più importanti momenti di incontro e confronto per i professionisti della farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, proporrà un focus sui nuovi modelli di governance e organizzazione della sanità, sull’innovazione tecnologica e digitale, sull’evoluzione dell’assistenza farmaceutica e sull’integrazione tra ospedale, territorio e comunità. Ulteriori dettagli relativi al programma scientifico saranno via via resi noti a partire dalle prossime settimane.
Intanto, le tre presidenti dell’assise congressuale (Alessandra Mecozzi, presidente del Congresso, Barbara Meini, presidente del Comitato scientifico e Lorella Lombardozzi, presidente del Comitato organizzatore, nella foto), forniscono una prima lettura della scelta del tema scelto per l’edizione 2026, dove il richiamo al cloud vuole evocare “l’idea di innovazione, integrazione e capacità di gestire la complessità: una sanità sempre più basata sulla condivisione dei dati, sull’interoperabilità dei sistemi, sull’intelligenza artificiale e su modelli organizzativi flessibili e interconnessi”. In questo contesto, scrivono le tre presidenti, “il XLVII Congresso nazionale Sifo 2026 intende offrire uno spazio strutturato di analisi e di proposta sui nuovi assetti della sanità, mettendo al centro la governance, i modelli gestionali, l’evoluzione dell’assistenza farmaceutica, l’innovazione tecnologica e digitale, la farmacia clinica nei contesti di alta complessità e cronicità, fino ad arrivare alle prospettive integrate di One Health e al rafforzamento del legame tra ospedale, territorio e comunità”.


