Pazienti e Cittadinanzattiva: “Bpco, Nota 99 Aifa apre nuova fase nell’accesso alle cure”

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Roma, 13 luglio – Le misure di semplificazione introdotte dall’Aifa con l’aggiornamento della Nota 99 sulla prescrizione dei farmaci inalatori indicati nella terapia di mantenimento dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva sono state accolte con grande favore dall’Associazione dei pazienti e da Cittadinanzattiva, che in una nota congiunta evidenziano le concrete ricadute positive per i cittadini colpiti dalla malattia (in Italia circa due milioni), ai quali viene aperta  “una nuova fase nel percorso di accesso alle cure”.

Tra i principali elementi di novità, la nota segnala la rimozione del piano terapeutico per le triplici terapie a unico inalatore, l’apertura della prescrivibilità da parte di tutti gli specialisti e del medico di medicina generale per questa classe di farmaci, e l’aggiornamento dei criteri prescrittivi in allineamento con le più recenti raccomandazioni Gold 2026, a supporto di una gestione della Bpco basata sulle evidenze e centrata sui bisogni del paziente, favorendo un più tempestivo, uniforme e appropriato accesso alle cure, valorizzando al contempo il ruolo della medicina territoriale.

“L’ufficialità dell’aggiornamento della Nota 99 e della rimozione del piano terapeutico per la prescrizione della triplice terapia a unico inalatore” afferma Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione pazienti Bpco “rappresentano un passo avanti concreto per le persone che convivono con una patologia fortemente impattante sulla qualità di vita. Questo intervento elimina un ostacolo a un accesso più tempestivo alle cure, consentendo al paziente di poter accedere alla terapia più adatta ai propri bisogni clinici superando quelle complessità che, fino a oggi, hanno spesso rallentato l’accesso a opzioni terapeutiche appropriate, con ricadute concrete sulla qualità di vita delle persone.

Per chi vive con una patologia cronica come la Bpco – spiega il rappresentante dei pazienti  – la semplificazione del percorso prescrittivo e, da oggi, anche la possibilità da parte della medicina generale di prescrivere questa classe di farmaci, vanno nella direzione di una sanità più vicina ai bisogni dei pazienti, nell’ottica di velocizzare l’accesso ai trattamenti e ridurre disuguaglianze e ritardi che fino a oggi hanno inciso significativamente sui percorsi di cura, soprattutto per persone fragili, più anziane o con maggiore difficoltà di accesso ai servizi specialistici. Questo traguardo” conclude D’Antonio “rappresenta il coronamento di un impegno portato avanti in questi anni dalla nostra Associazione insieme alla comunità clinica, nell’ottica di favorire una gestione più efficace della malattia e abbattere le disuguaglianze, come già avvenuto negli altri Paesi europei”.

La gestione delle patologie croniche “rappresenta una delle principali sfide per il nostro Servizio sanitario nazionale, e richiede risposte sempre più efficaci sul piano dell’organizzazione dei servizi, della continuità assistenziale e dell’equità di accesso alle cure – spiega Tiziana Nicoletti (nella foto), responsabile coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici e rari di Cittadinanzattiva (CnAmc). “Per molte persone convivere con una malattia cronica significa ancora oggi affrontare percorsi spesso complessi, caratterizzati da ritardi diagnostici, difficoltà nella presa in cura e disuguaglianze territoriali che rischiano di compromettere l’effettività del diritto alla salute. In questo contesto” prosegue  “l’aggiornamento della Nota 99 rappresenta una misura importante, perché va nella direzione di semplificare i percorsi di cura, ridurre la burocrazia legata alla gestione del paziente e superare le disuguaglianze di accesso ai trattamenti che ancora persistono in una patologia cronica come la Bpco”.

Cittadinanzattiva accoglie “positivamente questa novità normativa, che riduce gli ostacoli che molti cittadini incontrano nel proprio percorso di cura e rafforza anche il ruolo della medicina generale, contribuendo a una gestione della patologia più tempestiva e promuovendo una sanità più vicina, più equa e rispondente alle esigenze concrete delle persone. Si tratta di un segnale importante – conclude Nicoletti – perché va nella direzione indicata anche dal nuovo Piano Nazionale della Cronicità, che punta a garantire percorsi assistenziali più semplici, integrati e accessibili, riducendo gli ostacoli che ancora oggi limitano l’accesso alle cure”.

 

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