Roma, 15 luglio – L”idea è del tutto in linea con il percorso compiuto negli ultimi anni dalle farmacie di comunità, percorso poi accelerato dal ruolo svolto da questi presidi nelle drammatiche circostanze pandemiche, con la conferma della loro insostituibile presenza e centralità nell’assistenza sanitaria di prossimità: avvalersi di questi presidi per rafforzare la campagna regionale di comunicazione Solo un Sì per sensibilizzare sulla donazione di organi e tessuti avviata nel Lazio due giorni fa.

Un’idea – come ha affermato lo stesso presidente della Giunta regionale Francesco Rocca (nella foto) nel corso delle presentazione dell’appena citata campagna – che si potrebbe subito “mettere a terra” con un decreto che autorizzi le farmacie a diventare un luogo in cui si possa aderire alla donazione di organi e tessuti, come si fa negli sportelli anagrafici.
Presentando la campagna Solo un Sì, Rocca ha colto l’occasione per rivolgere al ministro della Salute Orazio Schillaci un caldo invito a considerare l’ipotesi che – ha affermato – “so che è vista con favore dall’Ordine dei farmacisti e da Federfarma”. Si tratta ora di vedere se il titolare del dicastero vorrà e potrà accoglierlo.
La campagna di comunicazione appena partita nel Lazio invita i cittadini a esprimere il proprio consenso alla donazione di organi e tessuti quando devono richiedere o rinnovare la propria carta d’identità elettronica. Da qui il claim Solo un Sì e la locandina che raffigura una carta d’identità elettronica con al centro un cuore che genera connessioni tra sette persone.
“È una campagna per dire sì alla vita e sì al dono. Come Regione Lazio vogliamo far sì che la cultura della donazione degli organi e dei tessuti diventi un patrimonio di tutta la nazione”, ha detto nel suo intervento il presidente Rocca. “La questione è molto difficile. I numeri sono in crescita ma in questo caso la difficoltà nella donazione, diversamente dalle raccolte fondi che facciamo negli altri ambiti, si misura con un problema grande come la paura della morte e le considerazioni sulla sacralità del corpo”.
Resistenze culturali e religiose molto profonde e difficili da scalfire, perché coinvolgono e soprattutto la sfera dell’etica. Per questo, a giudizio di Rocca, per sensibilizzare l’opinione pubblica è meglio puntare non sul racconto del sopravvissuto, ma su quello, “molto più potente”, della famiglia del donatore “e sul racconto di quanto restituisce loro quel gesto d’amore che scelgono di fare in un momento di estremo dolore”.
La diffusione della campagna avverrà da domani tramite affissioni nei mezzi Atac, sui bus Cotral e nelle metropolitane, oltre che sui mezzi di informazione. La Campagna Solo un sì sulla donazione degli organi sarà promossa anche in 120 sale cinematografiche del Lazio.


