Roma, 16 luglio – Che il caldo torrido, soprattutto quando prolungato, esponga l’organismo umano a effetti e conseguenze pesanti e pericolosi in termini di salute è noto a tutti, e ricordarlo può apparire banale. In realtà, profondità e consapevolezza della nozione sono molto diverse da persona a persona , al punto che se la generica espressione “il caldo eccessivo fa male” trova tutti pacificamente d’accordo, le cose cambiano, e molto, appena si gratta un po’ più in profondità chiedendo in quale modo e fino a che punto un’esposizione prolungata a temperature troppo elevate possa procurare danni.
Insomma, come in moltissime altre questioni di salute e, più in generale, della vita, la verità è che sappiamo quasi sempre molto poco su tutto, oltre a essere incredibilmente permeabili a ogni informazione e suggestione – anche le più strampalate e bislacche nella quale ci imbattiamo. sempre avidi di sapere qualcosa in più, anche a prescindere dalla qualità, fondatezza e utilità di quel qualcosa.
Sul caldo, in realtà – visti i perniciosi livelli raggiunti dalle temperature in questo ultime settimane – un supplemento di corretta informazione e sensibilizzazione potrebbe essere molto salutare e “rinfrescante”, fornendo indicazioni e suggerimenti davvero in grado di aiutare a far fronte all’emergenza climatica. E le farmacie rappresentano certamente i presidi di salute di più immediato accesso ai quali rivolgersi per trovare consigli davvero utili (e certificati) per sopportare meglio la canicola e uscirne indenni.
Proprio per questo, fin dall’esplosione della bolla di caldo già nello scorso mese di giugno, l’Ordine dei Farmacisti di Roma – sulla scia di iniziative similari assunte dalle istituzioni sanitarie – ha realizzato un Decalogo per la tutela della salute pubblica durante le ondate di calore, un vademecum operativo per relazionarsi e aiutare, insieme a chi cerca “dritte” su come sottrarsi alle alte temperature e rinfrescarsi, anche e soprattutto coloro per i quali il grande caldo è anche – letteralmente – una variabile clinica vera e propria, come nel caso degli over 65 e di coloro che prendono diversi farmaci tutti i giorni (RIFday ne parlò qui).
Ma ci sono molti modi per rafforzale nei cittadini una più consapevole conoscenza dei rischi collegati al grande caldo e imparare a difendersi.
Uno, a nostro giudizio molto efficace, è parlare dell’argomento spiegandolo con la necessaria precisione scientifica ma anche con una chiarezza funzionale all’immediata comprensione. Come ad esempio ha fatto Leonardo De Luca (nella foto), direttore della Cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia e vice presidente Fondazione per il Tuo cuore Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), che – in una chiacchierata con Adnkronos Salute – usa immagini estremamente efficaci: “Il caldo trasforma il cuore in un organo sotto sforzo anche senza attività fisica. Come se si corresse una maratona stando fermi”. Un’immagine semplice che spiega plasticamente l’enorme stress che, con il caldo torrido, deve sopportare tutto il sistema cardiovascolare, sia il cuore che i vasi.
De Luca entra nei dettagli della “maratona da fermi”: “Il cuore deve pompare più sangue per aiutare il corpo a disperdere calore e va in tachicardia, e se è un cuore già affaticato, quindi soprattutto nei pazienti che hanno già una malattia cardiaca, si ha un effetto più rischioso e si devono prendere degli accorgimenti” spiega l’esperto. “Poi ci sono i vasi sanguigni, che in risposta all’aumento della temperatura hanno un effetto di vasodilatazione: anche questo serve a portare più sangue a livello della superficie corporea per disperdere più calore possibile.
L’organismo risponde inoltre con la sudorazione e il corpo perde in generale acqua e sali minerali, come ad esempio sodio e potassio” continua il cardiologo “per raffreddarsi tramite l’evaporazione. Quindi in generale gli effetti sono: l’aumento della frequenza cardiaca, con il cuore che tende a pompare di più per portare più sangue agli organi vitali; la riduzione della pressione, perché c’è una riduzione del volume del sangue circolante dovuta all’evaporazione e alla sudorazione, e un’alterazione degli elettroliti per la dispersione di sodio e potassio con la sudorazione. La perdita degli elettroliti” conclude quindi De Luca “ha un effetto sull’attività elettrica del cuore, favorendo le aritmie in soggetti che sono ovviamente predisposti”.


