Roma, 16 luglio – L’obiettivo è quello di ridurre la spesa farmaceutica nel triennio 2026-28 muovendosi in tre ambiti: controlli più rigorosi sulle prescrizioni mediche, maggiore ricorso ai farmaci equivalenti e biosimilari e rimodulazione dei tetti di spesa, in particolare quello della spesa per acquisti diretti delle aziende del Servizio sanitario regionale.
È il piano della Regione Puglia per riqualificare la spesa per i farmaci, contenuto nel provvedimento approvato dalla Giunta presieduta da Antonio Decaro (nella foto), che definisce gli obiettivi di contenimento della spesa sia per i farmaci distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie sia per quelli erogati attraverso le farmacie convenzionate.
Per quanto riguarda la spesa farmaceutica diretta, relativa ai medicinali somministrati negli ospedali o distribuiti tramite farmacie ospedaliere e centri specialistici, la Regione evidenzia che nel 2025 è aumentata del 7,65% rispetto all’anno precedente, registrando una crescita superiore alla media nazionale dell’1,40%. Tra i farmaci che hanno inciso maggiormente sull’incremento figurano quelli destinati al controllo del colesterolo, i dermatologici, alcuni anti-diabetici e i medicinali contro l’obesità.
L’obiettivo fissato dalla delibera è mantenere la spesa al di sotto della media nazionale, con margini di contenimento progressivamente più ampi nel corso del triennio. Più precisamente si punta a restare sotto l’asticella della media nazionale di di 1,36 punti nel 2026, 1,77 nel 2027 e 2,68 nel 2028.
La delibera affida ai direttori generali e sanitari il compito di vigilare su eventuali comportamenti inappropriati e segnalare i casi reiterati di mancato rispetto delle disposizioni alla Regione.
Per quanto riguarda la spesa farmaceutica convenzionata, la delibera di giunta fissa un tetto e una traiettoria discendente, dal +7,81% in atto al +6,73% nel 2026 fino al +6,50% nel 2027-2028. La spesa che “passa” nelle farmacie del territorio, spiega la Regione, è cresciuta nel 2025 per ragioni stabilite a livello nazionale (nuove regole di remunerazione delle farmacie e lo spostamento di alcuni farmaci dal canale ospedaliero a quello della farmacia) e in parte per l’utilizzo ancora troppo alto di antibiotici.
La delibera appena approvata dalla Giunta interviene su questo secondo aspetto, chiedendo ai direttori generali di aziende ed enti del Ssr di controllare l’appropriatezza delle prescrizioni e fare audit periodici con i medici di famiglia e i pediatri. Le aree terapeutiche in cui si interviene prioritariamente sono il controllo del colesterolo e dei trigliceridi, gli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica, gli antibiotici, i farmaci per la pressione, i medicinali per il controllo del tono dell’umore e anti-epilettici, i farmaci per il fegato e le vie biliari.


