Roma, 20 luglio – Acquista sempre più spessore e consistenza l’ipotesi che tra i pretendenti all’acquisto delle farmacie di Hippocrates Holding ci sia Dr.Max, il gruppo appartenente al fondo equity Penta Investments, titolare di 3300 farmacie in sei Paesi europei (in particolare dell’area centro-orientale), 300 delle quali in Italia.
A dare forza e corpo a questa possibilità non sono più solo i rumors di mercato, ma lo stesso capo in testa di Dr.Max,
Jaroslav Haščák (nella foto), in un’intervista concessa nello scorso mese di giugno a Forbes Slovensko, l’edizione slovacca della nota rivista economico-finanziaria internazionale, opportunamente e meritoriamente intercettata e riproposta nel nostro Paese dalla newsletter specializzata PharmacyScanner.
Haščák, che qualcuno riteneva fuori dalla corsa per l’acquisto delle farmacie Hippocrates, dopo la recente acquisizione nel nostro Paese del controllo di Farmacie Italiane (44 farmacie), ha piani di espansione ambiziosi e non esita a dichiararli: il suo gruppo punta nel nostro Paese a controllare altre mille farmacie oltre a quelle già possedute. Un obiettivo possibile, ha dichiarato a Forbes, con l’acquisizione della catena Lafarmaciapunto di Hippocrates Holding, per la quale – ha ammesso – “è attualmente in corso una trattativa”. Un affare che – sulla base delle cifre anticipate con elegante nonchalance in queste ultime settimane così dense di voci sul Monopoli delle farmacie dagli stessi dioscuri di Lafarmaciapunto, Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino – si aggirerebbe intorno ai tre miliardi di euro.
Nel rilanciare la notizia, PharmacyScanner non dimentica di evidenziare come Dr.Max assicuri un contributo determinate ai risultati del gruppo Penta Investments, che nel 2025 ha registrato un utile netto record di 714 milioni di euro (metà dei quali provenienti proprio dalle croci verdi). Comprensibile, dunque, il forte interesse dell’equity fund di Haščák per il mercato italiano, che sembra garantire prospettive favorevoli, come confermano i due analisti finanziari – Michele Mombelli, equity research analyst di Tp Icap, e Luca Arena, responsabile ricerca di Alantra – che sempre nell’articolo pubblicato da Forbes Slovensho commentano l’ipotesi di deal.
Per Mombelli, l’Italia si profila come “un mercato favorevole nel medio periodo per il retail della farmacia”, grazie alla popolazione che continua a invecchiare, il forte legame di fiducia tra cittadini e farmacia e lo sviluppo della possibilità di erogare servizi sanitari ad alto margine. Arena, da parte sua, alla luce dell’attuale frammentazione del mercato delle farmacie, ritiene “realistico” almeno nel medio periodo l’obiettivo di Dr.Max di diventare il primo operatore del mercato italiano, ancora oggi molto frammentato, circostanza che – spiega – offre spazio a gruppi dotati di grandi disponibilità finanziarie ed esperienza nelle operazioni di consolidamento. Arena invita però a considerare i rischi dell’operazione, riferendosi alle attuali valutazioni delle farmacie, ancora elevate, a un contesto di mercato ancora fortemente regolamentato e alla complessità di integrare le molte e diverse realtà territoriali senza compromettere la redditività degli investimenti.
Quale che sia il pensiero degli analisti, alla fine la scelta sarà di Haščák, che nell’intervista richiama i precedenti di Dr.Max in Italia, dove due anni fa il gruppo aveva acquisito la catena NeoApotek, aggiungendo 118 farmacie alla sua rete con un investimento superiore ai 400 milioni di euro. Poi è arrivato il recente e già ricordato acquisto delle 44 farmacie di Farmacie italiane. Il forte orientamento a investire in Italia, insomma, è comprovato dalle decisioni assunte finora, nel segno di un forte consolidamento del gruppo in Italia e, quindi, di un ulteriore rafforzarmento del peso di Dr.Max a livello internazionale.
Ma Hippocrates Holding, come si sono premurati di far subito sapere Guarino e Tavaniello, costa. Anzi, costa assai. Ed è anche per questo, forse, che tra le mosse future, Haščák contempla la possibilità di una prossima quotazione in Borsa di Dr.Max, puntando a raccogliere sul mercato le risorse con cui finanziare nuove acquisizioni.
Per ulteriori informazioni e considerazioni su una prospettiva che, se realizzata, potrebbe rappresentare una svolta significativa per il retail farmaceutico italiano, rimandiamo volentieri all’articolo di PharmacyScanner.


