Roma, 27 settembre – Empowering pharmacists for healthier futures” (Rafforzare i farmacisti per futuri più sani): questo il tema della Giornata mondiale del Farmacista 2026, ricorrenza istituita nel 2009 dalla Fip, la Federazione internazionale Farmaceutica (Fip) per valorizzare il ruolo dei farmacisti in tutto il mondo, fornendo un’importante occasione per riflettere sull’impatto sociale e sanitario di una professione che, evolvendo nel tempo, ha acquistato sempre più rilievo e centralità nei sistemi di salute, sviluppando le sue capacità di risposta sul territorio e diventando una protagonista dell’assistenza sanitaria di prossimità, giocando d’anticipo sui bisogni di salute dei cittadini e contribuendo così a rafforzare la prevenzione giocando d’anticipo sui bisogni di salute dei cittadini.
Proprio questo, secondo il presidente della Fofi Andrea Mandelli
(nella foto), è il contributo dei farmacisti alle principali sfide del Servizio sanitario nazionale. “Giocare d’anticipo significa prenderci cura di chi oggi ha bisogno di assistenza, ma anche investire sulla salute di domani, a partire dai più giovani, promuovendo prevenzione, corretti stili di vita e uso consapevole dei farmaci” spiega il presidente della Federazione professionale. “Se vogliamo garantire la sostenibilità del Servizio sanitario, dobbiamo intervenire il più possibile prima che le malattie insorgano o diventino più difficili da curare. È su questa visione che la Federazione ha scommesso vent’anni fa, accompagnando un’evoluzione della professione che oggi vede prevenzione, servizi di prossimità e presa in carico come parte integrante del contributo dei farmacisti al SSN”.
Guardare al futuro della professione vuol dire non soltanto rafforzare il ruolo del farmacista nella tutela della salute dei cittadini, ma anche creare le condizioni per valorizzarne appieno il contributo. “Meno burocrazia, maggiore integrazione nella rete assistenziale, competenze adeguate ad affrontare le nuove funzioni professionali e a stare al passo con la trasformazione digitale della sanità. Una sfida che per la Federazione passa dalla formazione continua e da un’attenzione particolare alle nuove generazioni di farmacisti” sottolinea Mandelli.
Il presidente della Fofi sottolinea però anche la grande importanza della collaborazione tra i professionisti della salute. “La complessità dei nuovi bisogni non si affronta da soli. Farmacisti, medici, infermieri e gli altri professionisti sanitari devono lavorare sempre più in rete, in un sistema orientato alla prevenzione e alla gestione delle cronicità. Far crescere questa integrazione significa migliorare la qualità dell’assistenza e utilizzare meglio le risorse disponibili” spiega Mandelli. Che, nella Giornata mondiale del farmacista, rivolge a nome del Comitato centrale Fofi “un grazie sincero a tutti i colleghi che ogni giorno, sul territorio, negli ospedali, nelle istituzioni, nella ricerca e nell’industria, mettono professionalità e dedizione al servizio della salute delle persone. È questo patrimonio di valori e competenze che abbiamo il compito di custodire e trasmettere alle nuove generazioni” conclude il presidente Fofi creando le condizioni perché possano continuare a essere protagoniste della sanità del Paese. Prevenzione, prossimità, integrazione e competenze, sostenute dalla formazione, sono le parole chiave su cui costruire il futuro della nostra professione e la sostenibilità del Servizio sanitario”.


