Roma, 27 settembre – In una nuova circolare, datata 24 settembre 2021e firmata da Gianni Rezza (nella foto), direttore della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, il dicastero ribadisce che i test molecolari salivari non possono essere considerati alternativi ai tamponi oro/nasofaringei in quanto non raggiungono i livelli minimi accettabili di sensibilità e specificità, anche se possono essere considerati un’opzione alternativa in alcune situazioni e alcuni contesti (come la scuola), elencati, come riportiamo più avanti, nello stesso documento.
Il test molecolare su campione respiratorio nasofaringeo e orofaringeo, ribadisce dunque il ministero, resta il gold standard internazionale per la diagnosi di Covid in termini di sensibilità e specificità. Nel documento del ministero (il testo è disponibile a questo link) si legge anche che “evidenze scientifiche sui test salivari molecolari hanno individuato valori di sensibilità compresi tra il 77% e il 93% , inoltre, alcuni studi condotti in ambito scolastico hanno riportato una elevata concordanza tra i risultati ottenuti con test molecolare salivare e con test molecolare su campione nasofaringeo e orofaringeo” .
La circolare precisa che “al fine di evitare il sovraccarico dei laboratori di microbiologia regionali, che in aggiunta alle attività ordinarie verranno impiegati nel monitoraggio della circolazione di Sars–CoV–2 in ambito scolastico, e di assicurare adeguate risorse per garantire l’efficacia e la sostenibilità di tale attività di sanità pubblica, nonché far conto su evidenze più robuste circa le caratteristiche dei test eseguiti su tali matrici, i test molecolari su campione salivare, almeno in una prima fase di avviamento, potranno essere considerati un’opzione alternativa ai tamponi oro/nasofaringei” e potranno dunque essere impiegati, anche se – come già anticipato – esclusivamente in alcune situazioni. Eccole: – in individui (sintomatici o asintomatici) fragili con scarsa capacità di collaborazione (ad esempio anziani in Rsa, disabili, persone con disturbi dello spettro autistico); – nell’ambito di attività di screening in bambini coinvolti nel Piano di monitoraggio della circolazione di Sars-CoV-2 in ambito scolastico con le cosiddette scuole sentinella; – per lo screening dei contatti di caso in bambini anche se la scuola non fa parte dello stesso Piano di monitoraggio; – in operatori sanitari e socio-sanitari nel contesto degli screening programmati in ambito lavorativo.
Il documento precisa poi che in caso di positività del test salivare molecolare non sarà necessario effettuare un test di conferma su campione nasofaringeo/orofaringeo. Nell’ambito del monitoraggio scolastico, in particolare, la raccolta del campione salivare potrà essere effettuata anche con modalità di auto-prelievo a domicilio da parte dei genitori/tutori, seguendo un preventivo iter formativo per il conseguimento della necessaria confidenza con i dispositivi di raccolta.
I test antigenici rapidi su saliva, oltre a non essere al momento raccomandati “come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei, in quanto non raggiungono i livelli minimi accettabili di sensibilità e specificità“, sono per ora anche “esclusi dall’elenco comune europeo dei test antigenici rapidi validi per ottenere la Certificazione verde Covid–19“. Ma, evidenzia la circolare, “stanno emergendo alcune evidenze scientifiche riguardo il possibile impiego di test antigenici salivari basati su misurazione con strumenti di laboratorio, che tuttavia sono ancora in corso di valutazione per le applicazioni summenzionate”.
♦ Test salivari Covid, la circolare ministeriale del 24/09/2021


