Farmaci, ai nastri di partenza campagna Aifa per informare sui rischi degli acquisti on line

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Roma, 11 maggio – Lunedì 23 maggio, alle ore 10.30, l’Agenzia italiana del farmaco ospiterà nella sua sede centrale di via del Tritone a Roma una conferenza stampa per la presentazione della campagna di comunicazione Farmaci online: e tu, ne sai abbastanza per non correre rischi?, realizzata nell’ambito di Fakeshare, il progetto europeo di cooperazione e intelligence per il contrasto alla vendita online di medicinali illegali o contraffatti attraverso farmacie web o rivenditori non autorizzati.

La campagna, affidata al coordinatore del progetto Fakeshare Domenico Di Giorgio (nella foto), responsabile dell’Ufficio qualità dei prodotti e contraffazione dell’Agenzia, nasce per contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi rischi connessi al counterfeiting farmaceutico, diventato un’emergenza mondiale, complice il grande sviluppo del web e delle transazioni commerciali on line.

Per centrare l’obiettivo, l’Aifa ha predisposto un video e una brochure informativa, che saranno diffusi al pubblico con la collaborazione di farmacie e studi dei medici di famiglia. L’opuscolo, in particolare, spiegherà perché i farmaci contraffatti sono pericolosi e quali cautele debbono essere adottate quando si compra su internet.

Uno degli elementi centrali della campagna –  realizzata utilizzando anche ricerche della facoltà di Psicologia della Sapienza di Roma utili a capire le motivazioni che spingono il pubblico ad acquistare farmaci su internet –  sarà ovviamente la promozione del logo comune, rilasciato dal ministero, che identifica le “farmacie on line” legali e legittimate a vendere farmaci, alle quali i cittadini possono rivolgersi con sicurezza.

Quello di rivolgersi a siti affidabili è infatti uno dei problemi principali: basterà ricordare, al riguardo, che un’indagine condotta negli USA dalla National association of boards of pharmacy (Nabp), l’associazione cui fanno capo le commissioni che nei singoli Stati gestiscono il servizio farmaceutico, rilevò che su quasi undicimila siti web che vendono farmaci on line negli Stat Uniti, il 96% circa viola le norme di legge: il 62% non fornisce un indirizzo fisico valido, quasi il 50% offre in vendita farmaci provenienti dall’estero o non approvati dalla Fda, l’88,4% vende farmaci etici anche senza chiedere la ricetta e il 91% è riconducibile a organizzazioni che commerciano medicinali illegalmente.

Ma non basta: per l’agenzia statunitense di controllo dei siti internet Legitscript, solo lo 0,6% delle 40 mila farmacie on line censite rispetta le norme.

Per dare un’idea più compiuta della pericolosità del fenomeno della contraffazione farmaceutica, però, sono forse più eloquenti altri dati, resi noti tempo fa dalla stessa Aifa: i medicinali contraffatti prodotti in Paesi come Russia, Cina o India contengono ingredienti in quantità diversa da quella dichiarata in etichetta, spesso di scarsa qualità o addirittura tossici, come cera per pavimenti, veleno per topi, cemento, gesso, acido borico, catrame, vernici stradali e altri materiali potenzialmente tossici. E secondo l’Alliance for Safe online pharmacies (Asop), organizzazione no-profit e partner di Aifa nel progetto Fakeshare, il 50% dei farmaci venduti on line è falso.

Il problema – messo a fuoco da tempo dalle autorità sanitarie di tutto il mondo – è che esiste una limitata consapevolezza del serio pericolo che si corre quando ci si affida a internet per acquistare farmaci. La campagna di informazione che sarà presentata dall’Aifa il prossimo 23 maggio (che, grazie a Fakeshare, avrà diffusione internazionale) vuole appunto offrire un  contributo in questa direzione: sottolineare i rischi collegati all’acquisto non controllato di farmaci via web ed evidenziare gli aspetti positivi dei nuovi sistemi di sicurezza.

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