Ccnl farmacie, ancora molto distanti sindacati e Federfarma, sul salario proposta ‘irricevibile’

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Roma, 17 marzo – Classificazione e inquadramenti e salario. Questi i due temi principali dell’incontro tra le delegazioni trattanti per il rinnovo del Ccnl dei dipendenti delle farmacie private, tenutosi il 13 marzo scorso. Incontro che – riferisce una nota pubblicata da Uiltucs – ha evidenziato le “distanze significative” che ancora esistono tra le parti.

Sul primo punto, i sindacati puntano sul riconoscimento e sulla valorizzazione delle professionalità anche alla luce dei cambiamenti e dell’evoluzione che ha caratterizzato il settore delle farmacie e delle novità introdotte dalle normative vigenti, senza però .  almeno fin qui – ottenere risposte adeguate da parte di Federfarma, che  – scrive Uiltucs – “continua a ribadire che i farmacisti devono svolgere tutte le attività sanitarie senza distinzione alcuna puntando dunque sull’obbligo dello svolgimento delle mansioni a carattere sanitario afferenti alla farmacia dei servizi, mentre da parte sindacale si continua a sostenere il principio della volontarietà e del riconoscimento sia in termini di inquadramento che di retribuzione delle mansioni che si aggiungono a quelle tradizionali del farmacista valorizzando le possibilità di crescita professionale e rendendo concretamente esigibile il livello Q2”.

Ma le cose non vanno davvero meglio sul fronte retributivo: la richiesta avanzata dai sindacati è quella di “un incremento retributivo che garantisca il recupero del potere d’acquisto perduto negli anni di vigenza del precedente Ccnl a causa dell’impennata del tasso di inflazione e prendendo a riferimento l’indice Ipca e che tenga conto della altissima professionalità presente nel settore”. Federfarma ha risposto rappresentando la necessità di mantenere l’incremento salariale in un perimetro di sostenibilità per le farmacie e formalizzando una prima proposta di 120 euro di aumento, subito ritenuta irricevibile e tale da non consentire “alcun margine di mediazione” dalle rappresentanze sindacali. Che, unitariamente, hanno rinviato al mittente la proposta, considerandola “mortificante per le lavoratrici e i lavoratori del settore che in ben 12 anni hanno ricevuto 80 euro di aumento e che ancora oggi pagano il prezzo di un passato nel quale non sono stati considerati per l’importante ruolo professionale e sociale svolto dai farmacisti e da tutti coloro che operano dentro le farmacie”

I sindacati hanno chiesto a Federfarma di rivedere le proprie posizioni, ribadendo che qualora non si riducessero le distanze registrate, non ci sarebbero le condizioni per “una prosecuzione efficace del confronto finalizzato alla sottoscrizione in tempi brevi del Ccnl scaduto”.

Il confronto tra le parti riprenderà tra un paio di settimane, il 2 aprile prossimo,  e proseguirà con due ulteriori incontri in calendario il 15 e 16 aprile. E, al riguardo, i sindacati avvertono che “si valuteranno passo dopo passo le eventuali iniziative che potrebbero rendersi opportune”.

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