Roma, 5 febbraio – A poca distanza da quello rilasciato ieri da Uiltucs, arriva anche il comunicato stampa ufficiale di Filcams Cgil a commento degli esiti (fallimentari, a giudizio delle sigle dei dipendenti) dell’incontro con Federfarma per il riavvio del confronto e delle trattative sul rinnovo del Ccnl farmacie private.
Trattative che, in buona sostanza, si sono interrotte ancora prima di cominciare, sempre a causa dell’eccessiva distanza tra le proposte della parte datoriale e le richieste dei lavoratori in materia di retribuzione. La nuova proposta presentata ieri dalla sigla dei titolari di farmacia, infatti, è stata respinta in toto dalle organizzazioni sindacali. “Il nodo principale resta sempre la proposta economica avanzata da parte datoriale, che le organizzazioni sindacali hanno giudicato insufficiente” conferma Filcams nel suo comunicato, riferendosi all’offerta di incremento salariale avanzata da Federfarma, 130 euro e un ulteriore incremento pari a 70 euro previsto unicamente per le farmaciste e i farmacisti, escludendo dall’erogazione le addette e gli addetti non laureati.
“Un distinguo che va a creare un’ampia differenziazione all’interno dell’ambiente di lavoro, con tabelle salariali enormemente differenziate sulla base del ruolo” commenta Filcams, critica anche sulla proposta di ulteriori 20 euro per l’elemento economico di garanzia, “che risulta così inferiore” commenta il sindacato “al valore della contrattazione integrativa regionale in vigore”.
“Nel complesso la sommatoria dei diversi elementi economici risulta molto distante dal valore del recupero dell’inflazione registrata e non apporterebbe un miglioramento significativo al potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori” afferma Filcams nella sua nota, aggiungendo che “non c’è accordo nemmeno in tema di professionalità e nuovi servizi, il cui svolgimento – all’interno dell’indennità sanitaria – Federfarma considererebbe obbligatorio”.
“L’ennesima proposta economica inadeguata avanzata da Federfarma in sede negoziale ci vede costretti a riavviare il percorso di mobilitazione” conclude Filcams Cgil “che prevede un’assemblea nazionale il 17 febbraio, assemblee territoriali e una valutazione congiunta di ulteriori giornate di sciopero in data da definire”.


