Istat, bilancio demografico sempre negativo: meno 4,2% di nascite nei primi 11 mesi 2025

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Roma, 24 febbraio – Assomiglia a uno stillicidio, la continua diminuzione della popolazione italiana: secondo i primi dati provvisori riportati dall’ultimo Bollettino Istat del 20 febbraio scorso, al 30 novembre 2025 la popolazione residente in Italia ammonta a 58.956.726 unità, in diminuzione di 13mila unità rispetto all’inizio dell’anno (-0,2 per mille abitanti). Un calo di poco conto, potrà ritenere qualcuno, ma che di scarso rilievo davvero non è, in primo luogo perché conferma una tendenza negativa in atto ormai da anni e poi perché – disaggregandolo – si scopre che la ragione prima dell’ulteriore perdita di cittadini è in primo luogo il calo delle nascite che affligge ormai da decenni in Paese.

I nuovi nati nei primi undici mesi del 2025 ammontano a 324mila unità, evidenziando un consistente calo della natalità (-4,2% rispetto agli stessi mesi del 2024), a fronte di 588 588mila decessi (-0,8% in meno rispetto a gennaio-novembre 2024).

Di questo passo – le previsioni dell’Istat sono chiare – gli attuali poco meno di 59 milioni di residenti nel nostro Paese nel 2050, ovvero tra poco più di vent’anni, diventeranno 54,7-54.8 milioni: un calo strutturale che comporterà inevitabilmente un ulteriore marcato invecchiamento della nostra popolazione, con gli ultra-sessantacinquenni che arriveranno a rappresentarne circa il 34,6% e con un crollo del rapporto tra persone attive e non attive, con le intuibili conseguenze sulla tenuta del nostro welfare.

L’Istat registra anche lsa conferma di una lieve diminuzione dei movimenti migratori in entrata e un più consistente calo di quelli in uscita dal Paese. Rispetto allo stesso periodo del 2024, le iscrizioni dall’estero (406mila) diminuiscono del 2,8% mentre il calo delle cancellazioni per l’estero (128mila) è pari a -27,7%.

Vivace, invece, la mobilità interna:i trasferimenti di residenza tra Comuni, che globalmente hanno coinvolto 1 milione 340mila cittadini, risultano infatti in aumento (+5,0% su gennaio-novembre 2024).

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