Fimmg su integrazione mmg-farmacisti: piani terapeutici ai primi, aderenza ai secondi

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Roma, 18 aprile – Di integrazione tra medici di medicina generale e farmacia dei servizi come passaggio indispensabile a potenziare e migliorare l’assistenza sanitaria di prossimità si parla ormai da tempo, molto spesso dimenticando un’evidenza che pur è decisiva:  c’è già una legge che la prevede e che rende del tutto inutile perdere tempo sollecitando un qualche nuovo provvedimento, quando basterebbe motlo semplicemente applicare quello che c’è.

È quanto ha voluto ricordare Silvestro Scotti (nella foto), segretario generale nazionale della Fimmg, in risposta alle dichiarazioni rese dal ministro della Salute Orazio Schillaci al convegno di  Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide, tenutosi a Roma nei giorni corsi,  nelle quali il titolare del dicastero ha descritto con lucidità i nodi critici del sistema sanitario pubblico, su tutti le  liste d’attesa insostenibili, riforma della medicina territoriale incompiuta, la Missione Salute del Pnrr che rischia di essere ridotta a un intervento senza altro significato che quello edilizio e, infine, la riforma della medicina territoriale ancora incompiuta, nella quale insiste (appunto) anche l’integrazione tra medici di medicina generale e farmacia dei servizi.

La Fimmg  condivide la diagnosi del ministro, ma rilancia: inutile perdersi in ulteriori analisi, confronti e discussioni, è necessario agire ora, con strumenti contrattuali e istituzionali già disponibili, perché non c’è più tempo: “Gli obiettivi della Missione 6 Salute del Pnrr hanno scadenze che non ammettono rinvii” si legge in un’ampia nota rilasciata dal sindacato dei medici di medicina generale. “La scadenza non è solo edilizia: riguarda l’evoluzione del sistema, l’interoperabilità del dato, la digitalizzazione dell’assistenza primaria”. Chiara al riguardo la richiesta di Fimmg, avanzata formalmente alle Regioni e alle Province autonome: bisogna adottare con urgenza l’atto di indirizzo per l’Accordo collettivo nazionale  della medicina convenzionata 2025– 2027 e declinarne operativamente i contenuti su alcuni assi prioritari (tra i quali c’è appunto anche l’integrazione con la farmacia dei servizi).

“Ogni mese di ritardo nell’atto di indirizzo per l’Acn della medicina convenzionata 2025– 2027 è un mese perso nella costruzione del nuovo modello di cura territoriale”, scrive la Fimmg, che a proposito dell’integrazione tra mmg e farmacista nella presa in carico del paziente cronico ribadisce che non si tratta di una proposta nuova: “È diritto vigente e inapplicato. L’art. 8, comma m-bis, del D.Lgs. 502/1992 prevede espressamente che gli Acn dei medici di medicina generale e dei farmacisti siano coordinati per rendere funzionali le attività della farmacia dei servizi. Una norma vigente, mai pienamente attuata” ribadisce la Fimmg, chiedendo che l’atto di indirizzo per l’Acn della medicina convenzionata 2025–2027 traduca questa norma in protocolli operativi attivi nelle Aggregazioni funzionali territoriali: il mmg come titolare del piano terapeutico, il farmacista come punto di monitoraggio dell’aderenza, con dati condivisi nel Fascicolo sanitario elettronico.

“Nessuna nuova legge: serve applicare quella esistente”, insiste la federazione sindacale dei medici di famiglia, che mette nero su bianco anche le sue osservazioni e richieste rispetto ad altri assi di intervento prioritari: la diagnostica di primo livello negli studi del mmg; il riconoscimento allo stesso mmg del coordinamento dell’accesso alle prestazioni sanitarie sul territorio (impedendo che le Case di comunità siano semplici contenitori di specialisti, infermieri e servizi sociali privi di una regia clinica unitaria, che è invece assolutamente necessaria per non replicare, mutatis mutandis, la nefasta logica dei vecchi silos); l’intelligenza artificiale negli studi medici, che deve diventare un’infrastruttura stabile;  il Fascicolo sanitario elettronico e la digitalizzazione dei dati;, le misure per l’attrattività per genere e generazione, introducendo il lavoro a distanza e maggiore flessibilità contrattuale.

Sono nodi che  l’Acn della medicina convenzionata 2025–2027 deve affrontare questo in modo esplicito e con urgenza, sostiene la Fimmg, che chiede un incontro immediato con il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, con il presidente del Comitato di Settore Marco Alparone e con il coordinatore della Commissione Salute Massimo Fabi, per avviare il confronto sull’atto di
indirizzo per l’Acn della medicina convenzionata 2025–2027 con particolare riguarda ai temi esplicitati. Fimmg si attende che l’atto di indirizzo sia disponibile già nel mese di maggio, per avviare le trattative per il rinnovo dell’Acn tra fine maggio e i primi di giugno.

“Non è concepibile continuare a parlare di integrazione ospedale-territorio mentre l’atto di indirizzo per la dirigenza medica è già pronto, le trattative di quel comparto partono a fine aprile e la medicina convenzionata resta al palo” fa osservare la federazione sindacale dei medici di medicina generale. “Questa asimmetria non è una dimenticanza procedurale: è la premessa del fallimento dell’obiettivo dichiarato dal Ministro e ribadito dal Presidente del Consiglio. Se quell’obiettivo non verrà raggiunto, la responsabilità non potrà essere imputata alle categorie professionali. Ricadrà su chi ha il dovere istituzionale di indirizzo e ha scelto di non esercitarlo in tempo”.

 

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