Indagine conoscitiva sui Lea, audizione Istat. Che registra miglioramenti nella salute

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Roma, 13 luglio – L’Istituto nazionale di statistica partecipa formalmente (come previsto dal decreto direttoriale del Ministero della Salute del 30 maggio 2023) al sottogruppo di esperti istituito dal Comitato Lea, l’organismo permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza incaricato di applicare la metodologia di monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza nell’ambito del Nuovo sistema di garanzia introdotto  con il decreto del Ministero della Salute 12 marzo 2019.

Inevitabile, dunque, anche in ragione del suo ruolo istituzionale, che il suo contributo venisse acquisito nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni, avviata e tuttora in corso alla XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei deputati. I cui componenti, lo scorso 7 luglio, hanno audito Nicoletta Pannuzi (nella foto), direttrice della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’Istat.

Pannuzi, nel suo breve excursus iniziale dedicato ai profondi cambiamenti che hanno interessato il Ssn negli anni, modificandone sia il sistema di governo sia l‘organizzazione, si è soffermata in particolare sul turning point  della governance del sistema, ovvero la riforma del Titolo V della Costituzione che nel 2001 introdusse il principio della sussidiarietà, stabilendo che la legislazione in materia di sanità pubblica fosse materia concorrente tra Stato e Regioni, e che la competenza organizzativa spettasse a queste ultime.  La stessa riforma concesse inoltre maggiore autonomia alle Regioni, in un quadro istituzionale dove lo Stato svolge il ruolo di garante dell’equità del sistema attraverso la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) da assicurare su tutto il territorio nazionale.

In tema di monitoraggio dei Lea, l’Istat partecipa formalmente (secondo il già ricordato decreto direttoriale del 30 maggio 2023) al sottogruppo di esperti istituito dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Comitato Lea) incaricato di applicare la metodologia di monitoraggio dei Lea nell’ambito del Nuovo sistema di garanzia.

In particolare, l’Istat contribuisce al Sistema di garanzia per il monitoraggio dei Lea attraverso due indicatori di contesto (Salute percepita e Indice di cronicità), un indicatore di equità (rinuncia a prestazioni sanitarie – introdotto dal 2024 tra gli indicatori CORE, che costituiscono parte integrante del Sistema di verifica degli adempimenti Lea), un indicatore di prevenzione (indice composito sugli stili di vita – anch’esso inserito nei CORE) e due indicatori riferiti all’assistenza distrettuale sulle interruzioni volontarie di gravidanza.

Nell’audizione del 7 luglio, l’Istat non è entrata nel merito delle diverse aree di intervento previste dai Lea, ma ha invece fornito un quadro conoscitivo aggiornato su alcuni aspetti relativi alla spesa sanitaria, all’offerta di servizi sanitari e alla performance del Ssn, con particolare attenzione alle differenze regionali esistenti.

Il contributo conoscitivo dell’Istituto di statistica si è anche sostanziato in alcuni focus su: stili di vita; fiducia dei cittadini nei medici e nell’altro personale del Servizio sanitario nazionale; accessibilità alle strutture ospedaliere di emergenza-urgenza nei comuni capoluogo delle Città metropolitane. Dalla relazione di Pannuzi sono emerse valutazione (basate inevitabillmente su dati e numeri) che in qualche modo possono anche risultare sorprendenti, soprattutto se poste in relazione al clima di pessimismo che che accompagna la situazione di difficoltà del nostro sistema sanitario pubblico. Dai dati illustrati da Pannuzi emerge infatti che – nonostante l’aumento dei malati cronici dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione – le condizioni di salute della popolazione residente migliorano. Evidente anche la diminuzione della mortalità evitabile nel corso degli anni, indicatore che colloca l’Italia tra i Paesi con la migliore performance a livello internazionale e conferma i passi avanti compiuti.

Sul fronte delle  criticità, per l’Istat sono rappresentate dalle ancora significative disuguaglianze sociali e territoriali nella salute e nell’accessibilità alle cure e nella diminuzione delle figure professionali, in particolare medici e infermieri, operanti sia nel Ssn sia nel settore privato.

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