Senato, approvata in Commissione la delega per la riforma della legislazione farmaceutica

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Roma, 15 luglio – Alla luce del parere non stativo della Commissione Affari costituzionali sugli emendamenti approvati, la Commissione Affari sociali del Senato ha licenziato nella seduta di ieri, alla presenza del sottosegretario per la Salute Marcello Gemmato (deus ex machina del provvedimento), il disegno di legge che delega al Governo la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, servizi sanitari delle farmacie sul territorio e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica. Il testo (ora rubricato con il numero 1903)  passa ora all’esame dell’Aula di Palazzo Madama, dove il relatore del provvedimento Ignazio Zullo (nella foto) ha il mandato di riferire favorevolmente sul disegno di legge così come modificato dall’esame in sede referente ed è autorizzato a richiedere lo svolgimento della relazione orale e ad apportare le modifiche di coordinamento e formali eventualmente necessarie.

Come riferisce il resoconto sommario della seduta della Commissione, hanno espresso voto contrario i senatori di M5s, Pd-Idp, Misto-Avs e Iv-Cr. Favorevoli tutti i gruppi della maggioranza di Governo.

Tutte le modifiche apportate al testo dalla 10a Commissione riguardano, come già riferito, l’articolo 3 del disegno di legge delega, dedicato alle farmacie aperte al pubblico. La più significativa, frutto di un un emendamento presentato dall’opposizione, è riferita alle società di capitali e prevede la revisione dei “limiti quantitativi rispetto alla titolarità delle farmacie da parte di società di capitali, abbassando la quota massima di controllo” a livello regionale. È il caso di precisare che la modifica della disposizione, finalizzata alla necessità di tutelare professionalità e spazio vitale delle farmacie (e dei farmacisti) indipendenti, evitando concentrazioni eccessive di farmacie del capitale, è in buona sostanza un indirizzo affidato al Governo, che lo dovrà “mettere a terra” nei decreti legislativi attuativi, e non è dunque subito operativa.

Altre modifiche riguardano l’integrazione e il potenziamento dei sistemi informativi nazionali e regionali, per disporre di dati aggiornati e omogenei. L’obiettivo ultimo è sempre quello di  una migliore funzionalità dell’ecosistema dei dati sanitari attraverso il collegamento tra Sistema tessera sanitaria, Fascicolo sanitario elettronico e sistemi di prescrizione e dispensazione, da utilizzare anche per il monitoraggio degli esiti delle cure, il rafforzamento della farmacovigilanza e la produzione di evidenze cliniche basate sulla pratica assistenziale.

Interventi anche sul miglioramento dell’accessibilità e della continuità delle cure nell’ottica di una maggiore aderenza terapeutica e sulle criticità assistenziali nelle aree interne più marginali e meno abitate, dove le farmacie rappresentano molto spesso l’unico servizio sanitario del territorio, con l’introduzione di modifiche a supporto delle farmacie già presenti nei  territori più disagiati, “anche mediante l’attivazione di dispensari farmaceutici da esse gestiti”, allo scopo di rafforzare la continuità dell’assistenza e l’accesso ai medicinali.

Il testo si accinge ora ad affrontare l’esame dell’Assemblea, da dove – una volta approvato – passerà alla Camera dei Deputati. Da qui, una volta definitivamente licenziato,il provvedimento di delega tornerà nelle mani del Governo,  che dovrà ” concretizzarlo” redigendo i decreti delegati che – copme più volte assicurato da Gemmato – terranno conto anche delle indicazioni degli stakeholder. C’è ancora un bel pezzo di strada da fare, insomma, e dovrà essere fatta entro il 31 di dicembre di quest’anno.

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