Roma, 5 settembre – Nel corso dell’ultimo meeting tenutosi dal 31 agosto al settembre 2026, il Prac, il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee dell’Ema, ha avviato una revisione di sicurezza dei medicinali contenenti ferro per via iniettiva e il rischio di ipofosfatemia e delle relative complicanze ossee.
La procedura valuterà il rischio di ipofosfatemia (riduzione dei livelli di fosfato nel sangue) e dei correlati disturbi ossei, inclusa l’osteomalacia ipofosfatemica, nonché l’efficacia delle misure attualmente in vigore per minimizzare tali rischi e l’eventuale necessità di ulteriori interventi regolatori.
La revisione è stata avviata a seguito di segnalazioni di ipofosfatemia grave, in alcuni casi associata a osteomalacia, in pazienti trattati con medicinali contenenti carbossimaltosio ferrico. Poiché casi simili sono stati segnalati anche con altri medicinali contenenti ferro per via iniettiva, la revisione è stata estesa a tutti i medicinali di questa categoria.
I medicinali contenenti ferro somministrati per via orale non sono inclusi nella revisione, poiché, nonostante il loro ampio utilizzo, è stato segnalato solo un numero molto limitato di casi di ipofosfatemia.
Maggiori informazioni sono riportate all’interno della comunicazione consultabile al link in calce all’articolo.
Viene ricordata l’importanza di segnalare le sospette reazioni avverse per garantire un monitoraggio continuo della sicurezza dei medicinali e la tutela della salute dei pazienti.


