Roma, 1 ottobre – “L’obesità è una malattia cronica, multifattoriale e complessa per la quale vanno considerati percorsi integrati che possono prevedere interventi di diversa natura, dai farmaci alla modifica degli stili di vita e delle abitudini alimentari, all’esercizio fisico, sempre sotto il diretto controllo clinico e con il supporto di specialisti. La guida che Aifa ha realizzato su diabete, obesità e nuovi farmaci lo evidenzia in modo chiaro e al contempo mette in guardia da un uso off label (dei trattamenti farmacologici, NdR) senza il monitoraggio del medico”.
Questa la puntualizzazione con la quale Robert Nisticò, presidente dell’Aifa (nella foto) ha voluto rispondere, contestualizzando alcuni estratti di un’intervista rilasciata domenica scorsa alla trasmissione PresaDiretta di Rai3 e richiamati in una nota fortemente critica della Società italiana dell’obesità (Sio). La Sio aveva contestato con decisione alcune affermazioni di Nisticò, in particolare quella relativa alle cause dell’eccesso ponderale, semplice conseguenza degli stili di vita scorretti dei pazienti, ipotizzando per questo trattamenti farmacologici limitati a un ciclo di soli sei mesi. Una visione che, secondo gli specialisti della Società italiana dell’obesità, rischia di compromettere la corretta comprensione scientifica della patologia e di alimentare lo stigma sociale che da decenni pesa sulle persone affette da questa condizione.
Un rilievo che ha indotto Nisticò a intervenire precisando quali sono il pensiero e la posizione suoi e dell’agenzia regolatoria su obesità e relativi trattamenti, in particolare quelli con i nuovi farmaci. A proposito dei quali il presidente Aifa ha riconosciuto che “certamente gli analoghi del Glp-1 e i doppi agonisti Gip/Glp-1 sono uno strumento terapeutico importante. In questo senso, stiamo lavorando anche in collaborazione con le società scientifiche e le associazioni dei pazienti per identificare criteri clinici di priorità per un accesso a questi trattamenti per particolari sottopopolazioni ad alto rischio, sempre in un contesto di sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale”.
“Il concetto che ribadisco” ha quindi evidenziato il presidente Aifa “è che va posta attenzione all’uso off label, ovvero al di fuori delle indicazioni terapeutiche autorizzate. Difatti, nei pazienti in sovrappeso senza comorbidità è bene ribadire come lo stile di vita rivesta un ruolo prioritario e il clinico dovrebbe valutare attentamente e periodicamente il profilo rischio-beneficio di questi farmaci anche alla luce delle limitate conoscenze attuali su possibili effetti negativi a lungo termine”.


