Roma, 1 novembre – Pur esprimendo apprezzamento per le misure della Legge di bilancio 2027 finalizzate a sostenere gli investimenti nell’industria farmaceutica, Egualia, l’associazione dell’industria dei farmaci generici equivalenti, biosimilari e value added medicines, sottolinea come “gli interventi previsti non siano sufficienti a risolvere le criticità strutturali che minacciano la sostenibilità della produzione e la disponibilità dei farmaci essenziali, in particolare quelli fuori brevetto”.
“Gli incentivi agli investimenti rappresentano un segnale positivo, ma attrarre nuove produzioni non basta se non si creano le condizioni per mantenere quelle esistenti” dichiara il presidente Riccardo Zagaria (nella foto). “È necessario intervenire già con questa manovra sul payback farmaceutico, distinguendo i medicinali coperti da esclusiva da quelli acquistati attraverso gare pubbliche. Si tratta di mercati profondamente diversi: i farmaci fuori brevetto sono già sottoposti a una fortissima competizione sui prezzi e non possono continuare a sostenere meccanismi di ripiano indifferenziati”.
Per Egualia, anche la riduzione del payback prevista per le imprese che investono in Italia, pur apprezzabile, non affronta questo squilibrio strutturale. L’associazione chiede inoltre di anticipare al 2027, anziché al 2028, l’ulteriore incremento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti, così da alleggerire fin dal prossimo anno la pressione economica sulle imprese.
“La sicurezza delle forniture non dipende soltanto dagli investimenti futuri, ma anche dalla capacità di preservare oggi le produzioni di medicinali essenziali in Italia e in Europa. Un farmaco può costare pochi euro” ammonisce Zagaria “ma perdere la capacità di produrlo può costare molto di più, in termini di autonomia industriale e sicurezza degli approvvigionamenti. Il presidente di Eguali conclude quindi con l’auspicio che “il confronto parlamentare consenta di correggere la manovra in questa direzione”.


