Cold chain dei farmaci, Liphe chiede incontro a Aifa e Ministero per tutelare la sicurezza

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Roma, 5 novembre – Gli attacchi informatici (rivendicati da hacker russi) alla catena del freddo dei supermercati, che in Francia hanno provocato ingentissimi danni economici e messo a repentaglio la sicurezza alimentare del Paese, nascondono minacce se possibile ancora più inquietanti. L’allarme, ancora una volta, arriva dalla Francia, dove l’Établissement français du sang, il servizio nazionale francese del sangue, ha confermato che i sistemi di monitoraggio hanno individuato anomalie nelle strutture francesi nelle quali viene conservato il plasma destinato alle trasfusioni e alla produzione di medicinali, con tentativi di modificare le temperature e i cicli di sbrinamento delle celle frigorifere. Tentativi che, per il pronto intervento del personale (che ha immediatamente messo in sicurezza il plasma), non sono andati a buon fine, ma che dimostrano come gli attacchi digitali possano essere rivolti anche a settori dove in gioco non c’è solo il valore economico delle merci, ma anche la salute dei cittadini, con il rischio di vere e proprie emergenze sanitarie.

Il problema è ovviamente sul tavolo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), che ha già diramato comunicazioni che invitano tutti gli operatori che impiegano tecnologie per il mantenimento della catena del freddo, indipendentemente dal relativo settore di appartenenza,  ad applicare le misure urgenti di verifica e di mitigazione del rischio raccomandate dal Computer security incident response team (Csirt) della stessa agenzia. 

Il rischio di cyber-attacchi ha comunque indotto Liphe, l’associazione degli operatori logistici di pharma e healthcare presieduta da Pierluigi Petrone (nella foto). a chiedere un incontro con Ministero della Salute, Aifa e la stessa Acn per valutare i rischi e gli strumenti già disponibili per tutelare la continuità della distribuzione in totale sicurezza  dei medicinali termosensibili, pur avendo cura di precisare che – al momento – non sono emerse evidenze di attacchi diretti al settore. Ma gli episodi già verificatisi in Francia, spiega Petrone, “suggeriscono l’importanza di un confronto preventivo sulle iniziative che le istituzioni competenti possono mettere a disposizione per tutelare la continuità della distribuzione dei medicinali, valorizzando i presìdi e le procedure già esistenti. Ricordiamo che i prodotti farmaceutici richiedono una gestione attiva della catena del freddo, con un trend in aumento del deep frozen per vaccini, terapie geniche e farmaci biologici, che costituiscono un mercato in espansione”. Eventuali attacchi informatici alle catene del freddo degli operatori della logistica e della distribuzione farmaceutica, evidenzia Petrone, potrebbero causare perdite consistenti di farmaci termosensibili, tra cui salvavita, vaccini, terapie geniche e farmaci biologici, pregiudicandone la disponibilità sul mercato, con le relative conseguenze per la salute dei cittadini che ne hanno bisogno.

“Chiediamo un primo incontro con Aifa e Ministero della Salute, attraverso il Tavolo settoriale NIS 2″ precisa il vicepresidente Alfredo Sassi, referente dell’Innovation Lab Liphe (nella foto) “con il coinvolgimento dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, per valutare le informazioni e le indicazioni eventualmente già disponibili presso le autorità sui rischi connessi ai sistemi di refrigerazione e ai relativi fornitori tecnologici, nonché i canali istituzionali esistenti per la diffusione tempestiva di allerte e l’accesso al supporto in caso di incidente; oltre alle forme di coordinamento pubblico già attivabili per salvaguardare la disponibilità dei medicinali in situazioni di emergenza“.

La proposta di Liphe precisa che, in ogni caso, il potenziamento della sicurezza non deve aggiungere altri obblighi a quelli già vigenti, evitando ulteriori adempimenti, costi organizzativi o duplicazioni nei controlli che graverebbero sulle aziende del settore. L’obiettivo è proteggere la continuità della filiera farmaceutica valorizzando gli strumenti pubblici di assistenza e supporto, ricordando che oggi difendere l’efficacia di un farmaco non significa più soltanto controllarne la temperatura, ma anche blindare i server e i software da cui dipende la sua sopravvivenza.

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