Roma, 5 novembre – Il Governo e il Parlamento indirizzino ogni risorsa finanziaria disponibile a favore dell’incremento ulteriore del Fondo sanitario nazionale. Questa la richiesta unanime che i presidenti delle Regioni, mettendo da parte il colore della maggioranza politica di cui sono espressione, hanno fatto pervenire alle istituzioni nazionali, al termine di una riunione in seduta straordinaria tenutasi ieri.
Una decisione che sorprende, alla luce dei contenuti della Legge di Bilancio 2027-2029: la Conferenza delle Regioni, pur riconoscendo l’importanza della dotazione complessiva che nel 2027 porta il Fondo a 146,3 miliardi di euro, segnando una crescita di oltre 3 miliardi e mezzo, non può fare a meno di evidenziare che le risorse destinate sono comunque insufficienti a bilanciare la spesa sanitaria effettiva che cresce a un ritmo esponenziale a causa di inflazione, dei maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e della crescita di quelli energetici.

“Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea” spiega il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga (nella foto). “Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, con l’effetto dell’inflazione e con l’impennata dei costi, abbiamo di fronte uno scenario a debito. Per questo chiediamo un correttivo durante l’iter parlamentare della legge di bilancio: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa si renda disponibile. La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato”.
“Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi” chiarisce Fedriga. “Siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale. Ecco perché oggi rappresenteremo al Presidente Meloni e al Governo una situazione di seria difficoltà, espressa in modo unanime dalla Conferenza”.


