Remunerazione, ora l’obiettivo è ottenere un’ulteriore proroga

Remunerazione, ora l’obiettivo è ottenere un’ulteriore proroga

Roma, 23 novembre Il pressing di Assofarm sulle altre sigle di categoria per rimettere all’ordine del giorno la questione della remunerazione del servizio farmaceutico almeno un primo risultato, alla fine, ha finito per produrlo, a poco più di un mese dalla scadenza (il 31 dicembre) della proroga dopo la quale il dossier della riforma rischia di arrivare sul tavolo dei ministeri di Salute ed Economia per essere risolto dall’alto.

Le associazioni di rappresentanza delle farmacie e della distribuzione intermedia, dopo mesi di silenzio (al netto delle dichiarazioni di circostanza) e di inazione sull’argomento, sono tornate a sedersi intorno a un tavolo per discutere della questione, lontanissima – a fare professione di realismo – da quella soluzione condivisa alla quale, nel 2012, si era andati vicinissimi, raggiungendo anche un accordo con Aifa che però, come si ricorderà, non superò lo scoglio dell’esame del MEF e del ministero della Salute.

Alle sigle di settore, ovviamente consapevoli che non ci sono più tempi tecnici per raggiungere un accordo, ormai non resta che puntare su un’ennesima proroga del dossier, per evitare che la questione remunerazione sia risolta per iniziativa governativa. È, ragionevolmente, l’unico obiettivo che allo stato la filiera può raggiungere, a patto di dimostrare un congruo livello di interesse e di impegno.

L’incontro tenutosi giovedì scorso, per dire le cose come stanno, va appunto inscritto in questo contesto. E il suo andamento e i suoi esiti sono stati inevitabilmente coerenti con questa finalità prioritaria. Accantonato per il momento il merito della questione, i rappresentanti delle sigle di settore (Federfarma e Assofarm per le farmacie, Adf e Federfarma Servizi per le aziende di distribuzione intermedia) si sono concentrati su questioni di metodo, nel tentativo di tracciare un percorso che, intanto, consenta di centrare l’obiettivo minimo del differimento dei termini per una soluzione condivisa del dossier remunerazione. permettendo al contempo di cominciare a discutere e ragionare sulle idee e proposte prodotte da ciascuna sigla della filiera.

L’incontro è servito a riaccendere i riflettori su una questione fondamentale” spiega Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm “e testimonia la volontà impregiudicata di farmacie e distributori di restituire al tema della remunerazione la centralità e l’urgenza che merita. Ora bisogna essere coerenti e conseguenti e intensificare il confronto interno alla filiera. Anche se ormai non c’è più tempo per definire un’ipotesi comune e condivisa di remunerazione, che peraltro dovrebbe poi passare il vaglio di Salute e Mef, possiamo e dobbiamo cominciare a ragionare con estrema lucidità, apertura e franchezza sulle idee e posizioni che ciascuna sigla ha certamente prodotto e definito dall’accordo del 2012 a oggi.”
L’impegno sottoscritto dai partecipanti all’incontro è quello di produrre, in tempi brevissimi, tutti le proprie rilevazioni ed elaborazioni dei dati economici (vendite, andamento e tendenze del mercato, margini eccetera), con particolare riferimento a quelli relativi agli ultimi due anni, per avere una base aggiornata e realistica sulla quale costruire l’ipotesi di nuova remunerazione.

La strada è ovviamente molto lunga” afferma Gizzi “perché, dopo che il tavolo riaperto giovedì avrà messo a punto una proposta condivisa di riforma, sarà necessaria l’approvazione degli organismi plenari di ciascuna sigla e, quindi, il via libera delle istituzioni. Ma, come si dice, ogni lungo viaggio comincia da un primo, piccolo passo. E noi, finalmente, quel primo passo lo abbiamo fatto. Ora però è fondamentale continuare.”

La direzione da seguire, spiega il presidente di Assofarm, è quella indicata da un primo punto d’accordo raggiunto nel confronto di giovedì scorso: fare tesoro delle esperienze maturate dal 2012 a oggi per arrivare a un’ipotesi di intesa che, oltre a garantire la sostenibilità del servizio farmaceutico, nell’interesse dei cittadini e degli operatori, non corra il rischio di subire altri stop da parte delle istituzioni.

“Bisogna essere realisti: non è un traguardo che si possa raggiungere in qualche settimana” ribadisce Gizzi. “Ecco perché un ulteriore differimento dei termini di scadenza per l’accordo sulla remunerazione è al momento il primo obiettivo da raggiungere. Una volta ottenuto, però, non possiamo più permetterci ulteriori tentennamenti o attese: se vogliamo dire la nostra sulla riforma della remunerazione non possiamo davvero perdere altro tempo. Perché, in passato, ne abbiamo persò già troppo.””

Il prossimo incontro del tavolo della filiera, nel corso del quale ciascuna sigla produrrà le sue analisi e i suoi documenti, si terrà nell’immediata vigilia dell’incontro del tavolo della filiera farmaceutica aperto dal MISE (del quale si attende a brevissimo termine la convocazione).  Intanto, Assofarm, nella sua assemblea nazionale convocata per il 2 e 3 dicembre prossimi), affronterà il delicato passaggio del rinnovo dei suoi vertici.

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