Roma, 1 febbraio – In fondo, era l’uovo di Colombo, in tempi dove uno straccio di smartphone non si nega ormai nemmeno ai bambini della scuola primaria: un codice QR stampato sulla confezione dei farmaci, nel caso di specie quelli a base di ibuprofene e naprossene per alleviare il mal di testa, il più comune dei disturbi, che solo in Italia colpisce circa 27 milioni di persone, per spalancare l’accesso a tutte le informazioni sul medicinale.
L’idea è venuta ad Angelini, che l’ha adottata sui suoi prodotti “per la gestione del mal di testa”, sulle cui confezioni è appunto impresso il passepartout che – disponendo di un cellulare o un tablet con applicazione per la lettura del QR code – consente di accedere al “bugiardino” del medicinale e lo rende disponibile per la consultazione e la stampa in 10 lingue diverse.
Già, perché il mal di testa non guarda certo il passaporto e aggredisce anche i sei milioni di stranieri che risiedono in Italia (molti dei quali con una relativa confidenza con l’italiano, che rende abbastanza ardua la decifrazione dei foglietti illustrativi, già piuttosto ermetici e complicati per conto loro), oltre che i milioni di turisti che visitano quello che è per definizione il Bel Paese (circa 50 milioni all’anno), che con l’italiano hanno probabilmente ancora più problemi e che – di fronte a una cefalalgia e alla necessità di un farmaco – possono avere problemi e incorrere in qualche errore nell’assunzione del farmaco proprio a causa della scarsa comprensione della lingua.
A illustrare l’iniziativa è una nota della stessa Angelini, spiegando che si tratta del primo servizio multilingue disponibile e accessibile velocemente sulla confezione di un farmaco di automedicazione. Le 10 lingue attualmente disponibili sui prodotti anti-mal di testa dell’azienda italiana sono cinese mandarino, arabo, hindi-urdu, russo, spagnolo, inglese, portoghese, tedesco, francese e italiano.
Per accedere al bugiardino attraverso il codice QR è sufficiente aprire l’app che ne consente la lettura (peraltro già installata sui cellulari di ultima generazione) e inquadrare il codice con la fotocamera, per leggerne il contenuto.
“Questo nuovo servizio coniuga informazione e innovazione tecnologica, per mettere a disposizione delle persone informazioni facilmente accessibili, immediate e chiare, in linea con l’impegno di Angelini per un uso corretto e informato dei farmaci. – spiega Maurizio Chirieleison, direttore generale della Divisione Consumer di Angelini – I farmaci a base di ibuprofene e naprossene sono tra le soluzioni di automedicazione più utilizzate in Italia per la gestione del mal di testa e ci auguriamo che questo servizio possa contribuire a favorirne un utilizzo corretto, anche tra tutti coloro che non possiedono una perfetta padronanza della lingua italiana e si rivolgono alle farmacie del nostro Paese per trattare questo disturbo molto diffuso”.
A proposito di bugiardini, senza saltarre troppo di palo in fresca non appare davvero inopportuno segnalare l’articolo-dossier “Anatomia della paura. Effetti collaterali: la morte, pubblicato due giorni fa dal giornale digitale indipendente Linkiesta.it: una sorta di riflessione, non scontata, sul mondo e i significati più profondi del foglietto illustrativo dei farmaci, a beneficio di chi li consulta (circa il 70 per cento degli italiani) e chi invece no (il restante 30%), condotta sulla falsariga di un (illuminante) passaggio contenuto in La traccia dell’angelo di Stefano Benni: “Era scritto in lettere piccolissime. In mini-ittita, in microegizio, in gerocriptico esculapico. Scritto apposta per i vecchi che non ci vedono bene o per chi non conosce quelle parole difficili. Sarebbe stato più leale scrivere: mandate giù e cazzi vostri”.


