Farmaci, misurare il valore dell’innovazione, confronto a Genova promosso dall’Aifa

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Roma, 4 ottobre – Anche gli ultimi dati Aifa sull’andamento della spesa farmaceutica pubblica italiana, riferiti al primo bimestre 2026, confermano un dato ormai incontrovertibile: tra le risorse che il Fsn destina ai farmaci e le dinamiche di crescita di questa voce di spesa, in particolare quella riferita agli acquisti diretti di ospedali e strutture Ssn, ormai da anni sempre superiori al tetto assegnato, c’è uno scarto tale da rendere impossibile che – a lasciare le cose come stanno – il sistema possa continuare a essere sostenibile.

La spesa farmaceutica pubblica ha ormai raggiunto (dati OsMed del 2025) 28,4 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil, contro l’1,2% dei quattro anni precedenti. A rendere immediatamente e meglio percepibile il suo peso sul sistema è però un altro numero: la spesa pubblica per i medicinali assorbe il 20% della spesa sanitaria pubblica e rappresenta il 17,3% del Fondo sanitario nazionale, un’incidenza tornata a crescere negli ultimi quattro anni.

L’ormai annoso dibattito sulle misure di governo della spesa (intese soprattutto come misure di contenimento) non ha prodotto gli esiti sperati. Le varie iniziative per la responsabilizzazione delle Regioni, il cut-off dei prezzi, la promozione dell’impiego degli equivalenti,  i famigerati (almeno secondo molti) meccanismi di ripiano dello sfondamento del tetto programmato di spesa, il monitoraggio delle prescrizioni, la responsabilizzazione dei Mmg per l’appropriatezza prescrittiva, le politiche di sconto sul canale territoriale di distribuzione del farmaco si sono infatti rivelati insufficienti: la spesa pubblica per farmaci ha continuato a salire – come peraltro, a giudizio di molti, è fisiologico e inevitabile – mentre le risorse destinate a garantirne la copertura hanno continuato a dimostrarsi manifestamente inadeguate.

La questione, con ogni probabilità, va affrontata con altri paradigmi, ed è proprio questa la strada alla quale guarda l’Aifa, che ha avviato un ampio percorso di dialogo per rafforzare il confronto con le Regioni sui principali temi del governo del farmaco e sulle sfide poste dall’innovazione terapeutica. È proprio in questo contesto che l’agenzia ha appena promosso una riflessione su come valutare il valore delle terapie più avanzate andando oltre efficacia, sicurezza e costo, per includere anche i benefici prodotti nella pratica clinica, l’impatto sulla qualità della vita delle persone e sul Servizio sanitario nazionale. Se ne parlerà nell’evento Misurare il valore dell’innovazione – Dalla valutazione del farmaco agli esiti di salute, che si terrà a Genova il prossimo 16 ottobre, a partire dalle 9.30, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, proprio per favorire un confronto su come misurare il valore delle nuove terapie andando oltre il costo del farmaco e guardando ai benefici prodotti per i pazienti, per il Ssn e per la collettività.

Prenderanno parte all’apertura dei lavori il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’assessore regionale alla Salute Massimo Nicolò e l’assessore al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi.

Dopo l’introduzione ai lavori sarà il Presidente dell’Aifa Robert Nisticò, seguirà il keynote speech di Pierluigi Nicotera (nella foto), già direttore scientifico e Ceo del Dazne, il Centro nazionale delle Malattie neurodegenerative in Germania e direttore scientifico della Fondazione Mondino Irccsdi Pavia.

Per ragioni organizzative, chi volesse partecipare deve obbligatoriamente registrarsi al link disponibile cliccando qui. 

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