Roma, 12 aprile – Più di 8 italiani su dieci conoscono l’omeopatia, 2 su dieci utilizzano medicinali omeopatici almeno una volta l’anno e una quota significativa della popolazione (il 4,5%) fa ricorso alle cure complementari con frequenza settimanale o addirittura quotidiana. Sono i dati che scaturiscono da un sondaggio commissionato da Omeoimprese, l’associazione che riunisce le maggiori aziende italiane produttrici di farmaci omeopatici, e realizzato da Emg Acqua con oltre 2 mila interviste su un campione rappresentativo della popolazione.
A riproporli, in occasione della Giornata internazionale della medicina omeopatica celebrata ieri, è stata l’Amiot, l’associazione medica italiana di omotossicologia, evidenziando come con l’omeopatia gli italiani curino soprattutto riniti, raffreddori, influenze (63,6%), dolori articolari o muscolari (30,4%), allergie e problemi all’apparato respiratorio (21,8%).
Le utilizzatrici più convinte e decisamente maggioritarie sono le donne (60,4% degli utilizzatori), in particolare quelle comprese nella fascia d’età 35-54. Più della metà di quanti fanno ricorso a rimedi omeopatici (53,7%) ha un’istruzione superiore. Significative anche le differenze geografiche: gli “omeopatofili” sono in numero maggiore (34,4%) nelle Regioni del Nord-Ovest. Segue il Nord Est (21,9%) e, ancora più a distanza, Centro (16,2%), Sud (14,7%) e Isole (12,8%).
Rilevante la quota del campione (26,7%) che afferma di usare i farmaci omeopatici per i bambini, in particolare dai sei anni in su e senza che mai si siano registrati effetti avversi. Nel 22,6% dei casi a consigliarla sono i farmacisti, nel 21,7% gli amici, solo nel 15% il medico di base e nel 14% lo specialista.
Il farmaco più popolare è l’arnica, usato più frequentemente dal 14,4% degli italiani, mentre sembrano in ribasso le quotazioni dei fiori di Bach, ai quali ricorre il 5.9% degli intervistati.
Il maggior vantaggio rilevato dall’utilizzo dei farmaci omeopatici è legato all’assenza di effetti collaterali e controindicazioni (18,2%). Il 15,5 % li usa perché non sono tossici e l’11,9 perché ritiene siano particolarmente adatti contro disturbi meno gravi (ansia, stress, cistite, gastrite).
Va anche registrato, però, che perdurano riserve e perplessità su questa particolare disciplina medica: il 18,6% degli intervistati continua infatti a pensare che l’omeopatia sia meno efficace della medicina tradizionale, mentre un altro 18% non apprezza il fatto che le terapie siano troppo lunghe. Per il 17,5% degli intervistati, infine, i costi dei medicinali omeopatici sono comunque ancora relativamente troppo alti.
Dalla ricerca emerge anche che la ricerca di informazioni sui medicinali omeopatici e il loro utilizzo avviene di preferenza in farmacia (40,6%). Il 39,3% del campione, tuttavia, pensa che proprio la farmacia potrebbe e dovrebbe fare di più, mentre il 34,6% si attende che sia il medico generico a fornire informazioni su questa pratica terapeutica..


