Gasparri ribadisce: “Federfarma servile”. E incassa consensi anche tra i titolari

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Roma, 25 maggio – Ricordate la celeberrima battuta dell’irresoluto Nanni Moretti di Ecce bombo? Il suo personaggio, invitato a una festa, si macerava nel dubbio: “Vengo o non vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”.

Basta aggiornare il dialogo, aggiungendo qualcosa come “O mi si nota ancora di più se mando una lettera, o magari anche due?”, per restituire il nocciolo della vicenda che molto sta facendo discutere in questi giorni, ovvero il durissimo attacco che il senatore di Forza Italia ha sferrato a Federfarma con una lettera aperta inviata nell’immediata vigila dell’Assemblea pubblica a molti esponenti di categoria.

Gasparri, lungi dal lasciare, ieri ha raddoppiato, diffondendo un’altra nota, quasi a ribadire  (a proposito del quesito morettiano) che almeno in certi casi e circostanze,  per essere notati scrivere è decisamente molto più efficace sia dell’andare che del non andare.

Il motivo delle dure critiche del senatore forzista risiede, come è ormai noto, nella decisione di Federfarma di dare voce, nel programma dei lavori, a un solo esponente di partito, il responsabile nazionale sanità del Pd Federico Gelli. Scelta ovviamente legittima (e come tale riconosciuta dallo stesso Gasparri) ma inevitabilmente interpretata come una scelta di campo che il senatore di Forza Italia ha ritenuto di potere e dovere stigmatizzare pubblicamente non una ma due volte. Nello stesso giorno dell’Assemblea pubblica del sindacato titolari Gasparri è infatti tornato all’attacco, con un’altra lettera, nella quale esordisce (certo non casualmente) comunicando di aver incassato, con la sua sortita, l’apprezzamento di molti rappresentanti di categoria.

“Voglio ringraziare i tantissimi esponenti territoriali di Fedefarma che mi hanno scritto che mi hanno telefonato, che hanno mostrato di condividere e di apprezzare la mia precedente mail” scrive infatti Gasparri. ” Dopo la mia lettera sono stato tardivamente contattato dai vertici di Federfarma, che però non hanno integrato il programma con la presenza di altre forze politiche preferendo confermare quella ‘esclusiva’ del Partito Democratico.”

“Nemmeno il responsabile dei rapporti con le categorie di Forza Italia, senatore Andrea Mandelli, che cito in questa funzione e non in altre riguardanti la sua appartenenza al mondo della farmacia, o la senatrice Maria Rizzotti, vicepresidente della Commissione Sanità, sono stati inseriti tra i relatori” ricorda Gasparri, spiegando così anche l’assenza dei suoi colleghi di partito (che non è peraltro sfuggita a nessuno) all’assemblea del sindacato titolari. “Non potevamo accogliere l’invito a partecipare silenti, mentre chi ha tentato di danneggiare il mondo della farmacia sproloquiava” chiarisce il senatore di Forza Italia. Che poi torna a  richiamare ancora il sostegno offerto negli anni dal suo partito ai titolari di farmacia.

“Ricordo, come ho già fatto, le lenzuolate di Bersani, il tentativo perenne di portare la “fascia C” in vendita ovunque, le manovre di Monti che il centrodestra e molti di noi hanno contrastato a viso aperto” scrive Gasparri. “Ovviamente Federfarma e il suo vertice sono liberi di fare le scelte che ritengono. E, come ho già avuto modo di osservare, continueremo a difendere le ragioni della farmacia e dei farmacisti, perché la farmacia rappresenta il primo presidio sanitario del territorio e perché i farmacisti sono un riferimento di grande valenza sociale per tutti i cittadini.”

Non devo aggiungere altri argomenti circa le difficoltà che il vostro mondo vive” continua il senatore forzista “e sono stato molto confortato dalle numerosissime attestazioni di stima, non solo di esponenti di Federfarma (in coda a questo articolo, a titolo di esempio e per tutte, riportiamo una delle lettere ricevute da Gasparri, inviata dal presidente di Federfarma Trapani) ma anche di semplici farmacisti che, evidentemente, hanno appreso di questa discussione. Vuol dire che chi è in prima linea riconosce l’impegno delle persone coerenti come il sottoscritto e come tutti gli altri esponenti di Forza Italia. Qualcuno se ne è dimenticato. Ma conosciamo queste condotte opportunistiche e di servilismo che il mondo politico in primo luogo soffre, con i tanti voltagabbana che infestano il Parlamento. Evidentemente è un virus che non colpisce solo le istituzioni politiche, ma si estende altrove.

La conclusione- che rientra decisamente nella fattispecie “in cauda venenum” –  sancisce una presa di distanza, a questo punto difficilmente colmabile, dall’attuale dirigenza del sindacato: “Mi auguro che siano gli stessi farmacisti” scrive infatti Gasparri “a trovare gli antidoti e le medicine per combattere questa malattia, anche e soprattutto nel nostro mondo politico.”

Un paradigma delle attestazioni di apprezzamento ricevute da Gasparri da parte di esponenti di categoria è rappresentato dalla lettera indirizzata al senatore (ma anche per conoscenza a tutte le organizzazioni di categoria più rappresentative) dal presidente di Federfarma Trapani Leonardo Galatioto, che ben restituisce anche il sentimento di sorpresa e perplessità suscitato all’interno di almeno una parte della categoria dalle modalità di gestione dell’Assemblea, almeno sul terreno dell’interlocuzione politica, decise da Federfarma.

Convenendo sui contenuti espressi da Gasparri nella sua lettera, Galatioto scrive di non riuscire “a trovare spiegazione alcuna in ordine alle ragioni che hanno indotto i vertici nazionali della nostra organizzazione a tale agire; stupisce come anche i funzionari apicali di Federfarma non abbiano colto (fornendo idonei suggerimenti) la inopportunità di riservare al solo rappresentante del Partito Democratico la possibilità di intervento.”

Argomentando che la partecipazione all’Assemblea pubblica di Federfarma del ministro della Salute “esclude in maniera assoluta che l’intervento dell’on. Federico Gelli – responsabile Sanità del Pd – possa essere svolto in “eventuale” rappresentanza del Governo“, ed è invece  “senz’altro circoscritto” al suo ruolo di responsabile Sanità del partito, Galatioto afferma  che “più che opportuno – oltreché doveroso – sarebbe stato rivolgere analogo invito ai rappresentanti di tutte le formazioni politiche presenti in Parlamento. Sarà mia cura chiedere lumi in ordine a tale modus agendi.”

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