Ruggiero (Lpi) scrive a Grillo: “Servono risposte su delisting fascia C e servizi”

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Roma, 7 dicembre – La pausa per le festività  natalizie non ha impedito a Ivan Ruggiero, presidente di Libere parafarmacie italiane, di continuare a pressare il ministero della Salute su due questioni, quelle del delisting dei farmaci della fascia C e dei servizi in parafarmacia, che costituiscono da tempo il nucleo centrale dell’impegno della sua sigla sindacale.

In una lettera (che Ruggiero definisce “un’interrogazione a risposta scritta”, espressione che nell’uso consolidato e comune è riferita in via pressoché esclusiva al  perimetro degli atti di sindacato ispettivo prodotti da parlamentari della Repubblica e che, per quanto lecita, può dunque produrre qualche malinteso) indirizzata tra Capodanno e l’Epifania alla titolare del dicastero e per conoscenza all’Aifa, il presidente di Lpi torna infatti sulla procedura del passaggio dei farmaci dalla fascia C alla  classificazione di Sop/Otc, vendibili dunque anche nelle parafarmacie, prevista dalla normativa fin dal 2012 , ma – denuncia Ruggiero –  “ferma dal 2014”.  Il presidente di Lpi  rinnova la richiesta al ministero di “fare chiarezza su questa lacuna”, proponendo di “creare una tempistica di revisione del prontuario di fascia C al 31 dicembre di ogni anno”.
“Non è possibile che non ci siano regole precise in questo senso, giacché la revisione del prontuario è fondamentale per liberare risorse, favorendo i cittadini sulle loro spese sanitarie private e portando benefici su un sistema economico generale” scrive Ruggiero, precisando peraltro che la richiesta avanzata è “in linea con quanto dichiarato dal ministro On. Grillo nel suo documento di governance farmaceutica”  a proposito della revisione del prontuario. “Spero quindi” annota l’esponente di Lpi “che la nostra richiesta sia accolta o per lo meno chiarita la tempistica”.

L’altro “tasto dolente” premuto da Ruggiero è quello dei servizi in parafarmacia: esami di prima istanza, screening, Cup, come centri di erogazione in regime di Ssn di ausili per incontinenza, per diabetici, celiaci e tutti i prodotti previsti dall’assistenza sanitaria integrativa e protesica inseriti nei livelli essenziali di assistenza.
“Qui regna una confusione normativa a livello delle singole Regioni, dove non esiste una uniformità dei protocolli” scrive il presidente di Lpi. “Diverse Regioni hanno deliberato a favore deiservizi suddetti e da anni le parafarmacie sono punti di riferimento sul territorio. Ci sono però anche molte Regioni che non si sono uniformate, insieme alle loro Asl locali. In queste Regioni le parafarmacie non possono essere utilizzate per prenotare unansemplice visita specialistica, figuriamoci tutti gli altri servizi”.
Il paradosso è che gli stessi servizi, in varie forme e con diversi pretesti (ad esempio partecipando a “giornate di prevenzione”)  sono svolti in centri commerciali, tabaccherie, edicole, chiese, banche, treni, oltre che ovviamente e cin pieno titolo nelle farmacie. Ovunque, in pratica, sottolinea Ruggiero, “tranne che nelle parafarmacie, dove vige la figura del farmacista”.
“Anche qui il Ministro deve esprimersi, secondo noi, uniformando questi servizi a livello nazionale, laddove esistono in altre strutture, anche purtroppo non sanitarie, anche nelle parafarmacie.” scrive Ruggiero, ricordando che “d’altronde anche l’Antitrust l’ha richiesto più volte invitando le Asl locali e le Regioni di non attuare politiche di concorrenza sleale”.
“Abbiamo una situazione normativa molto confusa e vorrei approfittare della presenza del nuovo ministro della Salute, per chiarire definitivamente le questioni” conclude Ruggiero, annunciando l’intenzione di voler coinvolgere in questo nuovo anno “anche gruppi politici per collaborare affinché ci possano arrivare risposte concrete”.

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