Donazione sangue, in Italia il WBDD 2020, premio dell’Oms al sistema italiano

Donazione sangue, in Italia il WBDD 2020, premio dell’Oms al sistema italiano

Roma, 3 giugno – Sarà ospitata in Italia l’edizione 2020 del World Blood Donor Day, evento che l’Organizzazione mondiale della sanità promuove e organizza ogni anno il 14 giugno. La candidatura avanzata dal nostro Paese lo scorso dicembre da ministero della Salute, Centro nazionale sangue e associazioni e federazioni di donatori è stata premiata dalla scelta dell’Oms, che ha appunto annunciato che sarà l’Italia la sede del WBDD 2020, succedendo al Ruanda, dove (a Kigali) si celebrerà tra poco più di dieci giorni l’edizione 2019.

“L’Oms ha apprezzato l’autorevolezza e l’efficacia della proposta italiana” commenta in una nota alla stampa la ministra della Salute, Giulia Grillo (nella foto). “L’assegnazione dell’evento globale è un riconoscimento alla qualità del nostro sistema sangue e alla generosità dei nostri donatori, che insieme riescono a garantire l’autosufficienza all’Italia sia per gli interventi urgenti che per migliaia di pazienti che dipendono quotidianamente dalle trasfusioni e dai medicinali plasmaderivati. Sarà anche l’occasione per promuovere in tutto il mondo il modello del sistema sangue italiano che grazie alla donazione volontaria, anonima, non remunerata, responsabile e periodica garantisce terapie salvavita a tutti i pazienti che ne hanno necessità. Il successo arriva a pochi giorni dall’approvazione da parte dell’Oms della risoluzione italiana sui farmaci, ed è un segno ulteriore della considerazione di cui gode il nostro Paese per le politiche della salute”.

L’iniziativa, coordinata dal Centro nazionale sangue (Cns), ha ricevuto l’appoggio delle principali associazioni di pazienti e società scientifiche nell’ambito della medicina trasfusionale e delle malattie del sangue. La nazione vincitrice realizzerà la campagna di comunicazione ufficiale dell’Oms e organizzerà eventi scientifici, celebrativi e di promozione della donazione con la partecipazione di una delegazione dei dirigenti dell’Organizzazione.

Il prossimo 14 giugno avverrà il ‘passaggio di consegne’ con la cerimonia dello scambio delle bandiere a Kigali, al termine della celebrazione del WBDD 2019.

“La candidatura per la Giornata Mondiale ha impegnato tutti gli attori del sistema, dal ministero della Salute ai volontari e ai pazienti e alle società scientifiche di settore”sottolinea Giancarlo Liumbruno, direttore generale del Cns. “La vittoria dell’Italia è un’occasione importante per promuovere ulteriormente la cultura del dono, che è una delle nostre eccellenze”.

Il sistema sangue italiano, che a differenza di altri paesi si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, conta al momento oltre 1,7 milioni di donatori, di cui 1,3 periodici e oltre 300mila alla prima donazione. Il numero di donazioni è stato di poco superiore ai 3 milioni con un’incidenza sulla popolazione di circa 50 per ogni mille abitanti. In media si parla di una donazione di sangue ogni 10 secondi che consente di trasfondere circa di 1.745 pazienti al giorno e di trattare con medicinali plasmaderivati migliaia di persone al giorno.

Anche per  Gianpietro Briola, Aldo Ozino Caligaris, Sergio Ballestracci e Paolo Monorchio, rispettivamente presidenti nazionali di Avis, Fidas, Fratres e referente nazionale sangue della Croce rossa italiana, poter ospitare la Giornata mondiale “rappresenta un legittimo ringraziamento ai 1,7 milioni di donatori volontari, che attraverso la cultura della solidarietà e la donazione volontaria, associata e non remunerata garantiscono ogni giorno l’assistenza ai pazienti”.

Il World Blood Donor Day è stato istituito nel 2004 per opera dell’Organizzazione mondiale della sanità, della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa internazionale, della Federazione internazionale delle Organizzazioni di donatori di sangue (Ifbdo) e della Isdt, International Society of Blood Transfusion.

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