Roche e Novartis, le Regioni chiedono risarcimenti per il caso Avastin-Lucentis

Roche e Novartis, le Regioni chiedono risarcimenti per il caso Avastin-Lucentis

Roma, 18 luglio – Come si dice, piove sul bagnato, anche se in questo caso la pioggia era ampiamente annunciata: dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato le pesantissime sanzioni (più di 90 milioni di euro a testa) inflitte dall’Antitrust alle aziende Roche e Novartis per aver posto in essere un’intesa anticoncorrenziale volta a favorire artificiosamente la vendita di un farmaco (Lucentis  di Novartis) a danno di un altro (Avastin  di Roche),  entrambi efficaci nella cura della maculopatia oculare, ma il primo enormemente più costoso del secondo, anche le Regioni scendono in campo con azioni legali in sede civile per reclamare il risarcimento dei danni subiti a causa della condotta posta in essere dalle due aziende.

Lo farà sicuramente la Toscana, come annunciato ieri dal presidente Enrico Rossi (nella foto) e che, peraltro, aveva già inviato nello scorso febbraio una richiesta di risarcimento alle due aziende di oltre 40 milioni di euro, trasmettendo anche gli Iban su cui effettuare i versamenti, che però non sono stati fin qui effettuati. “Ora, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato” ha spiegato Rossi “la Regione intraprenderà l’azione legale”, precisando che alla decisione sono assolutamente estranei pregiudizi antindustriali: “L’industria farmaceutica è importantissima, senza i suoi investimenti non ci sarebbero ricerca e miglioramento delle cure, e quindi è giusto che la ricerca vada finanziata” ha affermato il presidente toscano “ma è altrettanto giusto combattere quelle situazioni di monopolio, da cui le aziende traggono vantaggio, a danno del servizio sanitario. Se, a parità di efficacia, è possibile usare il farmaco che costa meno, bisogna usare quello”.

Sulla stessa falsariga si muoverà il Veneto, che aveva optato per l’impiego off label di Avastin (il farmaco meno costoso) nella terapia della maculopatia degenerativa già nel 2011 e la cui Avvocatura sta lavorando fin dal 2014 per chiedere a Roche e Novartis la restituzione di quanto speso in più. “La sentenza del Consiglio di Stato  ci permette di chiedere i danni subiti fino all’ultimo euro, cioè fino alla data di questo pronunciamento” ha affermato il presidente Luca Zaia, precisando che i legali dell’avvocatura regionale  sono già al lavoro per quantificare il danno. “La procedura non è  tecnicamente semplice, una prima stima di massima fatta nel 2014 era arrivata a fissare una maggiore spesa di 15,2 milioni solo tra il 2010 e il 2013. Ora” ha concluso il governatore veneto  “andremo avanti su questa via”.

Anche la Regione Piemonte è pronta a battere cassa, chiedendo  9 milioni di euro di risarcimento a Roche e Novartis. L’ipotesi è quella di coordinare l’azione legale con quella delle singole Asl regionali che ne hanno diritto. Sollecitate dalla precedente amministrazione regionale, queste ultime , avevano già inviato nello scorso febbraio una richiesta risarcitoria alle due aziende, allo scopo di interrompere la prescrizione quinquennale di eventuali future azioni di rivalsa sul piano legale. “Valuteremo anche l’opportunità di creare un coordinamento tra le azioni legale intentate dalle singole Regioni” ha affermato il nuovo assessore alla Salute, Luigi Icardi.

Anche la Regione Lazio ( e sempre allo scopo di interrompere il rischio di prescrisione, pregiudicandosi la possibilità di azioni legali future) aveva già presentato nello scorso  febbraio una richiesta di risarcimento a Roche e Novartis. “Ora” ha annunciato  l’assessore regionale alla Sanità  Alessio D’Amato “dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato intraprenderemo un’azione civile per il recupero delle somme dovute e il risarcimento del danno subito in merito ai medicinali Avastin e Lucentis per la cura di patologie oculistiche”.

Nessuna richiesta di risarcimento, invece, da parte dell’Emilia Romagna, ma solo perchè la Regione fu la prima in Italia, nel 2009, a decidere di erogare nelle strutture sanitarie pubbliche Avastin, consentendone l’impiego off label nella maculopatia anche dopo l’immissione in commercio di Lucentis, farmaco espressamente indicato per la patologia ma dal costo molto maggiore. Una scelta che, spiega in una nota l’assessore Sergio Venturi, nasceva da “un unico, fondamentale motivo: perché consentiva e consente, a parità di condizioni di efficacia e sicurezza, una significativa riduzione della spesa farmaceutica a carico del servizio pubblico, tutelando al tempo stesso la libertà di scelta terapeutica da parte dei professionisti”.

“Le disposizioni attuate dall’Emilia-Romagna hanno consentito, dal 2009 ad oggi, un risparmio per il Servizio sanitario regionale di circa 4,2 milioni l’anno, evitando alla Regione di dover avviare oggi, a seguito delle sentenze, delle onerose e complesse procedure di risarcimento” spiega Venturi, ricordando che con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato “cala il sipario su una vicenda che in tutte le tappe giudiziarie ha visto confermata la nostra tesi. Una battaglia lunga e complicata, che finalmente giunge al termine con la conferma che era non solo giusta, ma anche doverosa. Per primi in Italia ci siamo battuti per arrivare a questo risultato, non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi della nostra scelta. E viene ancora una volta ribadito quanto da sempre abbiamo sostenuto: un farmaco è sì un prodotto dell’industria, ma ancor prima un bene essenziale per la salute”.

 

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