Tociluzumab, per le terapie anti-Covid-19 si accende una speranza

Tociluzumab, per le terapie anti-Covid-19 si accende una speranza

Roma, 13 marzo – Si chiama tociluzumab il farmaco sul quale negli ultimi giorni si stanno concentrando le speranze di avere un trattamento efficace per Covid-19. Si tratta di un anticorpo monoclonale della Roche approvato per il trattamento dell’artrite reumatoide, che negli ultimi giorni è stato impiegato  off label su alcuni pazienti affetti da polmonite da coronavirus, a Napoli, a Roma, Fano, Bergamo e Milano.

Il medicinale era già stato utilizzato sperimentalmente in Cina e aveva favorito un miglioramento delle condizioni di 20 persone su 21 nell’arco di 24-48 ore. Da quella esperienza è nato un ponte scientifico e uno scambio di informazioni tra i medici italiani e quelli cinesi.  “Avevamo intuito il potenziale dei farmaci che contrastano l’interleuchina 6, la proteina infiammatoria presente anche nelle persone colpite dalla polmonite interstiziale” ha spiegato Gerardo Botti (nella foto), direttore scientifico dell’Istituto dei tumori Pascale di Napoli. “Conosciamo molto bene il meccanismo d’azione del tocilizumab perché è il trattamento di elezione nella sindrome da rilascio citochimica dopo la terapia con le cellule CAR-T usata in alcuni tumori del sangue. E i colleghi cinesi ci hanno confermato la sua efficacia”.

Èassolutamente presto, però, per poter affermare di aver trovato il bandolo della matassa:  “I risultati positivi di tocilizumab devono ora essere validati”  afferma cauto Botti “per questo serve uno studio multicentrico a livello nazionale”.

Intanto, però, qualche piccola ma significativa evidenza è già in carniere:  a Napoli tocilizumab è stato somministrato in totale a otto degli 11 gravi pazienti gravi colpiti da Covid-19. “Sui primi due, in 24 ore, la terapia ha evidenziato ottimi risultati e ieri uno è stato estubato, perchè le sue condizioni sono migliorate” ha riferito Paolo Ascierto,  direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative del Pascale. “La nostra struttura insieme all’Azienda ospedaliera dei Colli è stata la prima, in Italia, a utilizzare questa terapia nei pazienti con coronavirus”. Anche Ascierto rafforza l’appello per avviare un protocollo standard per usare tocilizumab sui pazienti gravi colpiti da Covid-19.

Ieri, intanto, la multinazionale Roche, titolare della molecola,  ha annunciato  la sua disponibilità a cedere gratuitamente,  “per il periodo dell’emergenza”, il farmaco a tutte le Regioni che lo richiederanno,  “fatte salve le scorte necessarie a consentire la continuità terapeutica ai malati di artrite reumatoide (o di altre patologie per le quali il farmaco è stato approvato“.

L’annuncio è arrivato direttamente da Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Farma, che con l’occasione ha reso noti anche due altri atti di liberalità dell’azienda:  il proprio servizio di telemedicina per i pazienti con diabete e la donazione di un milione di euro in dispositivi di protezione per medici e attrezzature per le terapie intensive.

Con lo slogan “Roche si fa in 4”  l’azienda avvia anche un’operazione di “volontariato di competenza” e della campagna “Stai a casa, leggi un libro” rivolta ai giovani fino a 25 anni di Milano e Monza. “Come azienda che opera nelle scienze della vita (anche a nome di Roche Diabetes Care e Roche Diagnostics) raggiungiamo ogni giorno milioni di italiani con farmaci e test diagnostici e in questa situazione di emergenza sentiamo ancora più forte la responsabilità del nostro ruolo sociale” ha detto de Cicco, confermando all’Aifa la disponibilità di Rocheper avviare uno studio clinico sull’efficacia e sicurezza di tocilizumab anche nei pazienti colpiti da polmonite Covid-19.

 

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