Novartis, crollo record in borsa, -10% in un giorno, pesano i risultati negativi della ricerca

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Roma, 9 settembre – Tempi grami per la quotazione in borsa di Novartis: le azioni del colosso farmaceutico hanno infatti registrato l’8 settembre un crollo di oltre il 10% del loro valore, toccando un minimo a 112,06 franchi, con una perdita di quasi 13 franchi per azione. All’origine del tracollo (destinato a entrare negli annali  come il peggiore mai registrato in un giorno), l’annuncio di pochi giorni fa relativo a due battute d’arresto nella ricerca clinica dell’azienda di Basilea.

L’emorragia, in termini di valore di mercato, si traduce in circa 24 miliardi di franchi volatilizzati, facendo scendere la capitalizzazione da 239 a circa 215 miliardi. Un durissimo colpo, soprattutto se si considera che meno di una settimana fa, il 3 settembre, il titolo Novartis aveva toccato un massimo storico a 132,68 franchi.

Secondo i dati elaborati dall’agenzia Awp, il crollo di ieri supera ampiamente i precedenti record negativi. A titolo di confronto, la fine del cambio minimo euro/franco da parte della Banca nazionale svizzera (Bns) nel gennaio 2015 aveva bruciato “solo” 17 miliardi di franchi, l’arrivo del Covid nel marzo 2020 aveva inciso per 16 miliardi, mentre la crisi finanziaria dell’ottobre 2008 aveva provocato un ribasso di poco più di 10 miliardi.

La pesante  reazione negativa del mercato finanziario, come già accennato, riflette la delusione per gli ultimi insuccessi nello sviluppo di nuovi farmaci resi noti in questi giorni, ovvero i risultati negativi relativi a Pelacarsen, preparato in sviluppo contro gravi rischi cardiovascolari, ma anche a Del-desiran, prodotto destinato al trattamento di una malattia muscolare rara, che non ha però raggiunto gli esiti sperati in uno studio di fase III.

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