L’appello di Banco Farmaceutico: “Continuiamo a donare, non dimentichiamo i poveri”

L’appello di Banco Farmaceutico: “Continuiamo a donare, non dimentichiamo i poveri”

Roma, 16 marzo – L’emergenza coronavirus non deve fermare le donazioni di farmaci, perché la situazione di difficoltà non rallenta ma semmai accelera la pvoertà sanitaria. Questo, in sintesi, il contenuto dell’appello lanciato nel fine settimana dal Banco Farmaceutico, che invita ciascuno a a “non dimenticarsi dei poveri; di quanti, anche in tempi di normalità, stanno peggio di noi, e della rete di realtà assistenziali che si prende cura di loro. Proprio ora che stiamo riscoprendo il valore delle abitudini che davamo per scontate, val la pena ricordarci di chi, a quelle abitudini, ha rinunciato perché è povero” scrive ancora la onlus. “In questo momento di grandi limitazioni, dedicare un pensiero al bene di chi non ha nulla, sperando che questa situazione non lo danneggi ancora di più, può arricchire la nostra umanità e farci affrontare questo periodo nella dimensione della speranza”.

Esprimendo a tutti la propria vicinanzain particolare “a chi è malato, ai suoi amici e parenti o a chi non può andare a trovare i propri genitori nelle case di riposo”,  la fondazione presieduta da Sergio Daniotti (nella foto) comunica di continure a fare il possibile, lavorando da casa come molti altri in questo momento, per  raccogliere farmaci per chi ha bisogno. E, al riguardo, indirizza un esplicito messaggio ai produttori di medicine.

“Perché il nostro lavoro prosegua, abbiamo bisogno di chiedere alle aziende farmaceutiche di mantenere quella disponibilità che hanno sempre avuto ad accogliere nostre eventuali e mirate richieste di medicinali e prodotti farmaceutici per le realtà assistenziali” scrive il Banco. “Sappiamo che la filiera farmaceutica, con grande fatica, è impegnata nell’assicurare la produzione, lo stoccaggio e la distruzione di medicine in tutta Italia; chiedendo alle aziende di non dimenticarsi dei più fragili, siamo consapevoli di chiedere uno sforzo ulteriore e importante, ma anche indispensabile. Pensiamo, infatti, che – soprattutto in questo momento di incertezza – orientarsi anche al bene dei più deboli contribuirà a rafforzare la tenuta sociale del nostro Paese. Facciamo nostro l’appello del Papa che, nell’affidare l’umanità a Maria, ha auspicato che “possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova”.

 

 

 

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