Roma, 22 aprile – Arrivano conferme importanti per l’impiego di tocilizumab nella terapia della polmonite da Covid-1. Le prime promettenti sperimentazioni avviate dal professor Paolo Ascierto all’ospedale Cotugno di Napoli e la ventina di pazienti cinesi trattati in Cina, sono infatti corroborate dagli esiti di uno studio di condotto su cento pazienti con polmonite da Covid-19 dalla Asst Ospedali Civili di Brescia. Un numero alto, dunque, fin qui il più ampio in letteratura, che rende ancora più significativi i risultati ottenuti dal farmaco (utilizzato in clinica per trattare la super-infiammazioni in patologie come l’artrite reumatoide) nella cura di Covid 19, che nella sperimentazione bresciana è stato somministrato pazienti con insufficienza respiratoria grave che non rispondeva ad alcun trattamento disponibile.
Questi i dati emersi dallo studio, che sarà pubblicato sulla rivista Autoimmunity Reviews nel numero di luglio: nel 77% dei pazienti le condizioni respiratorie sono risultate migliorate o stabilizzate. A 24-72 ore e a 10 giorni dalla somministrazione di tocilizumab, il miglioramento della sindrome da distress respiratorio acuto è stata valutata usando la ‘Brescia-Covid respiratory severity scale’ (punteggi da 0 a 8, in ordine di gravità ovviamente crescente). “Su 100 pazienti” racconta Nicola Latronico dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione 2, docente di Anestesiologia all’Università di Brescia e portavoce dello studio “43 hanno ricevuto il tocilizumab nell’unità di terapia intensiva, 57 fuori dalla terapia intensiva per indisponibilità di letti. Di questi 57 pazienti, 37 (65%) sono migliorati e hanno sospeso la ventilazione non invasiva, sette (12%) sono rimasti stabili nell’unità di terapia intensiva e 13 (23%) sono peggiorati (10 morti, 3 ricoverati in terapia intensiva)”.
Dei 43 pazienti trattati in terapia intensiva, 32 (74%) sono migliorati (17 sono stati tolti dalla ventilazione artificiale e sono stati trasferiti in reparto), 1 (2%) è rimasto stabile e 10 (24%) sono deceduti. Complessivamente, a 10 giorni, la condizione respiratoria è migliorata o si è stabilizzata in 77 pazienti (77%), di cui 61, in sede di esame di radiografia del torace, hanno mostrato una riduzione significativa delle lesioni polmonari e 15 sono stati dimessi dall’ospedale.
Le indagini di laboratorio fatte prima di somministrare il farmaco hanno dimostrato in tutti i pazienti livelli altissimi, talora addirittura fuori scala, di proteina C reattiva (Pcr), ferritina, D-Dimero e trigliceridi, confermando l’ipotesi che una sindrome iper-infiammatoria fosse presente quando le condizioni respiratorie dei pazienti peggioravano e confermando così il razionale per l’utilizzo del tocilizumab. Sul cui impiego sperimentale nella terapia di Covid-19, è il caso di ricordarlo, aAnche l’Agenzia italiana del farmaco ha avviato uno studio, condotto su 330 pazienti e al momento ancora in corso.


