Ritardo Pfizer sui vaccini, Agnoletto: “Gravissimo ma non inatteso, ora subito moratoria sui brevetti”

Ritardo Pfizer sui vaccini, Agnoletto: “Gravissimo ma non inatteso, ora subito moratoria sui brevetti”

Roma, 18 gennaio – Inaccettabile, ingiustificabile e irresponsabile: questi gli aggettivi  che Vittorio Agnoletto (nella foto), componente del Comitato promotore europeo della petizione Right to cure. No profit on pandemic,  riserva alla decisione della Pfizer di ridurre il numero delle dosi, che avrebbe dovuto fornire ai Paesi europei: “L’azienda si fa beffe degli accordi e dei contratti Visualizza immagine di originestipulati, senza nemmeno sentirsi in dovere di fornire delle spiegazioni attendibili” afferma Agnoletto. Per il quale  lo stesso successivo comunicato con il quale Pfizer (a fronte della levate di scudi dei governi molti Paesi europei, Italia inclusa, con la minaccia di azioni legali)  prova a tranquillizzare autorità sanitarie e opinione pubblica, annunciando che il ritardo nella produzione e nella consegna del vaccino sarà contenuto, altro non è che “l’ennesima dimostrazione che la nostra salute è totalmente in balìa delle scelte strategiche e degli accordi commerciali delle aziende farmaceutiche” afferma

“La scelta del colosso statunitense  è destinata a produrre gravi conseguenze sul piano sanitario anche in Italia, dove le dosi prenotate e disponibili erano già insufficienti per offrire nei prossimi mesi, prima dell’autunno, il vaccino a tutta la popolazione” spiega Agnoletto. “Di fatto, il numero dei potenziali vaccinati diminuirà ulteriormente, con grave pericolo per la salute dell’intera comunità”.

Ma c’è anche un altro rischio, quello che qualcuno, tra quanti hanno già avuto la prima vaccinazione, non riceva la seconda dose, restando così con una protezione assolutamente insufficiente e con l’errata convinzione di essere comunque protetto, mettendo a rischio se stesso e gli altri. È quindi fondamentale che le autorità riorganizzino la campagna, garantendo innanzitutto il richiamo vaccinale, anche perché –  sottolinea Agnoletto – “va respinta, come totalmente destituita di fondamento scientifico l’ipotesi ventilata di utilizzare un altro vaccino, quello di Moderna, per il secondo richiamo per chi fosse già stato vaccinato con il prodotto Pfizer”.

Il rischio che potesse accadere qualcosa di simile era stato paventato da mesi in tutto il mondo, Europa e Italia comprese, da una parte significativa dei ricercatori, dei movimenti sociali e delle associazioni che si occupano della tutela della salute, che  avevano lanciato appelli, chiedendo che venissero modificate le regole sui brevetti per non lasciare nelle mani di Big Pharma il potere assoluto di decidere come, quando, dove e con quali partner aziendali produrre i vaccini e i farmaci contro il coronavirus.

Purtroppo, i governi europei e la Commissione Ue non hanno evidentemente riservato a queste richieste la dovuta attenzione, rifiutando la proposta avanzata dall’India e dal Sudafrica all’Organizzazione mondiale del commercio di una moratoria sui brevetti. “Siamo di fronte a un paradosso” sostiene Agnoletto “perchè in tal modo Bigh Pharma realizzerà profitti giganteschi: infatti i governi, che hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca, per poi lasciare i brevetti nelle mani delle aziende, sono costretti ad acquistare i vaccini a prezzo di mercato, per poi subire anche l’umiliazione di essere privati di una parte dei vaccini acquistati. Nessuna azione legale potrà risolvere le conseguenze di tali scelte”.

Di fronte a questo disastro è ancora più urgente sostenere la petizione europea Diritto alla cura. Nessun profitto sulla pandemia firmando via web al link www.noprofitonpandemic.eu/it, lanciata con l’obiettivo di raccogliere un milione di firme nell’Unione europea per costringere  la Commissione europea a presentare una proposta al Parlamento e al Consiglio europeo, come prevede il regolamento dell’Ice (Iniziativa dei cittadini europei, lo strumento istituzionale di democrazia partecipativa attraverso il quale è possibile proporre una concreta modifica legislativa in sede di Commissione europea), per modificare le regole di applicazione dei brevetti nella Ue.

Intanto, merita certamente di essere ricordato l’esempio virtuoso di Moderna, che ha deciso di non voler far valere i brevetti sul proprio vaccino anti Covid per tutta la durata della pandemia. Già nello scorso mese di ottobre, la società di biotecnologie statunitense rilasciò infatti un comunicato molto esplicito: “Ci sentiamo obbligati, nelle circostanze attuali, di utilizzare le nostre risorse per porre fine a questa pandemia il più rapidamente possibile” si leggeva nella nota. “Di conseguenza, mentre la pandemia continua, Moderna non farà valere i propri brevetti relativi alla COVID-19 contro coloro che producono vaccini destinati a combattere la pandemia. Inoltre, per eliminare qualsiasi barriera legata alle proprietà intellettuali sullo sviluppo del vaccino durante il periodo della pandemia, su richiesta siamo anche disposti a concedere in licenza la nostra proprietà intellettuale per i vaccini Covid-19 ad altri per il periodo post pandemia. Moderna è orgogliosa che la sua tecnologia mRNA sia pronta per essere utilizzata per aiutare a porre fine all’attuale pandemia”.

Un inequivocabile annuncio della disponibilità a condividere con la comunità scientifica e le istituzioni le proprietà intellettuali, le tecnologie e le conoscenze relative al vaccino mRna-1273, al fine di garantire a qualunque fabbrica attrezzata la produzione rapida del vaccino anti Covid. Un caso purtroppo più unico che raro, che almeno fin qui  non sembra aver  trovato epigoni tra le altre aziende farmaceutiche, che sembrano tutte intenzionate a far valere i propri brevetti.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi