Assofarm: “Farmacista vaccinatore, un grande risultato partito da una nostra proposta”

Assofarm: “Farmacista vaccinatore, un grande risultato partito da una nostra proposta”

Roma, 23 marzo – A 24 ore di distanza dalle altre sigle, anche Assofarm, la sigla delle farmacie pubbliche,  esprime pubblicamente la sua soddisfazione per l’approvazione, nel decreto Sostegni, delle norme che, oltre ad “arruolare” le farmacie come siti vaccinali, consentono agli stessi farmacisti la possibilità di entrare nel novero degli operatori sanitari che somministrano i vaccini.

Visualizza immagine di origineIn un comunicato stampa diffuso ieri, l’associazione presieduta da Venanzio Gizzi (nella foto a sinistra ), definisce l’approvazione del decreto “una delle nostre vittorie più nette, sicuramente uno dei nostri contributi più significativi al sistema sanitario italiano e quindi a tutto il nostro Paese”, intestandosi il merito della primazia della proposta che ha portato all’ormai prossimo coinvolgimento di farmacie e farmacisti nella campagna vaccinale anti-Covid.

“Siamo stati i primi in Italia a volere questo, consci dell’alta funzione di prossimità della farmacia” scrivono infatti Gizzi e il segretario generale Assofarm Francesco Schito (nella foto a destra) nellRisultato immagine per venanzio gizzi francesco schitoa loro nota. “Siamo stati noi, dal 2018 in poi a proporre con convinzione e insistenza l’introduzione del farmacista vaccinatore, figura che abbiamo mutuato da alcune esperienze molto positive realizzate da diversi nostri partner della Uefs, l’Unione europea delle farmacie sociali”.

Gizzi e Schito  osservano in ogni caso che “il recentissimo decreto legge del Governo non ha definito tutti i dettagli”, e ciò imporrà, nelle prossime settimane, l’impegno “a vigilare affinché la riforma rispetti quanto più possibile le prospettive e la valorizzazione piena del potenziale del farmacista”. Ma prevale un clima di fiducia: “L’impressione è che questa volta siamo davvero di fronte ad un convinto cambio di considerazione per la nostra presenza nel Ssn. Più convinto e più esplicito di altre volte” scrivono infatti le due cariche di vertice delle farmacie pubbliche, sottolineando la rilevanza delle altre misure per la farmacia approvate dal Decreto Sostegni, ovvero le le disposizioni che prevedono l’introduzione di una remunerazione aggiuntiva in favore delle farmacie, per sostenerne le attività di servizio, in considerazione del calo della spesa farmaceutica convenzionata.

“Ad impressionare più che favorevolmente non è solo il valore delle risorse stanziate, 50 milioni di euro quest’anno e 150 nel 2022” commentano Gizzi e Schito “ma soprattutto il fatto che viene riconosciuto alla farmacia la sua capacità di “rafforzare strutturalmente la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del Servizio sanitario nazionale alle patologie infettive emergenti e ad altre emergenze sanitarie, nonché per l’attività di somministrazione di vaccini da Sars-CoV-2”. Non stiamo insomma parlando di semplici ristori, quanto piuttosto di rinvigorire il sistema di remunerazione delle farmacie convenzionate con il Ssn. Il che, vale la pena sottolinearlo, costituirà certamente una buona carta da giocare alla riapertura dei tavoli sulla nuova remunerazione del farmacista e sul rinnovo della Convenzione.

“Quanto sta succedendo in questi giorni è il risultato non solo del rilevante impegno politico che i nostri organi centrali e regionali portano avanti da mesi, ma anche della professionalità che manager e farmacisti delle nostre sssociate profondono ogni giorno nelle loro comunità locali” conclude il comunicato. “Un grande patrimonio di credibilità guadagnato ogni giorno sul campo, su ogni campo, dai ministeri romani al più piccolo paese di provincia, che oggi ci permetterà di fare la differenza durante la sfida organizzativa più dura mai vissuta dalla storia sanitaria del nostro Paese”.

 

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