Omicron, Cooke (Ema): “Dati non definitivi, ma è chiaro un calo di efficacia dei vaccini”

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Roma, 22 dicembre – “I dati in arrivo non sono per nulla definitivi, ma è chiaro che c’è un calo di efficacia” dei vaccini contro la variante Omicron, lo spauracchio  che sta tenendo in scacco l’Europa. A pronunciare queste parole, nel corso di un’intervista rilasciata al Financial Times, è stata la direttrice dell’Ema, Emer Cooke (nella foto).

Cooke ha specificato come “nonostante i dati dell’Ema mostrino una decrescita dell’efficacia del siero” nei mesi successivi all’inoculazione, “le prove preliminari mostrano anche come la somministrazione di una terza dose di vaccini a mRna possa ripristinare almeno parzialmente i livelli di anticorpi”.

La  dirigente di Ema, nominata nel più alto ruolo operativo  dell’agenzia regolatoria europea nel novembre 2020, ha anche chiarito che, almeno fino ad oggi,  “AstraZeneca non ha formalmente richiesto che il suo vaccino venga utilizzato come booster in Ue”, ribadendo che

Per Cooke – al vertice dell’Agenzia europea del farmaco da novembre 2020 – sarebbe cruciale “non fermare la campagna vaccinale proprio ora che la percentuale di cittadini europei immunizzati sta raggiungendo livelli rassicuranti”. Provando poi a rispondere ai molti dubbi espressi sulla validità dei vaccini autorizzati dall’Ema (diventati cinque dopo l’approvazione il 20 dicembre del vaccino Novavax, di cui sono stati resi noti l’efficacia e gli eventuali effetti indesiderati), la direttrice operativa di Ema ha specificato come “per verificare l’efficacia dei vaccini non ci sono molte alternative: è necessario lasciare che la scienza faccia il proprio corso, fidandoci dei dati che riusciamo a raccogliere e rielaborare in corso d’opera”.

Riguardo alla decisione sulla necessità o meno di utilizzare vaccini mirati per Omicron, Cooke ha infine concluso spiegando che verrà presa “quando ci saranno prove scientifiche sufficienti sul fatto che gli attuali vaccini non funzionano a sufficienza”.

Il Financial Times riferisce anche dell’ultimo degli studi pubblicati dall’azienda americana Moderna sull’efficacia della dose booster, che sembrerebbe in grado di aumentare i livelli di anticorpi neutralizzanti contro la variante Omicron di circa 37 volte rispetto ai livelli precedenti.

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